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(©Getty Images)

Yamaha è chiamata ad un gran lavoro in vista dei test prestagionali MotoGP. Dopo la cattiva annata 2017 i tecnici di Iwata non possono permettersi di sbagliare per il secondo anno consecutivo. In gioco c’è anche il futuro di Valentino Rossi e Maverick Vinales.

Lo spagnolo sembrava aver intrapreso un’inarrestabile scia vincente dopo i test dello scorso anno e le prime gare del Mondiale. Ma è bastato che Michelin cambiasse la carcassa dell’anteriore per mettere in difficoltà l’equilibrio della YZR-M1. Non sono bastati sette telai spalmati nel corso dell’anno per risolvere i problemi, nè è possibile immaginare che la soluzione dei problemi sia il ritorno al vecchio telaio 2016 impiegato da Johann Zarco.

La moto del precampionato, delle vittorie in Qatar, Argentina e Le Mans è la stessa con cui Vinales è finito a 24″ e Valentino Rossi a 38″ dal vincitore a Jerez. Stesso telaio prima di ocminciare il grande valzer fino a Valencia. “La moto che è andata così bene in Qatar e in Argentina l’abbiamo provata di nuovo nel test di Brno e non è andata così bene. Diciamo che la Yamaha dell’anno scorso è stata molto capricciosa”, ha spiegato Ramon Forcada a Motorsport.com.

Enigma telaio e non solo

Il telaio 2016 sembrava poter risolvere i problemi in base ai tempi registrati nel pre-gara, ma poi nell’ultimo GP sono riemersi i vecchi incubi della Yamaha, con risultati alterni anche nei due giorni di test collettivi. L’obiettivo del ritorno al vecchio telaio non era di fare un passo indietro per cercarne di fare due avanti, ma avere una buona base di partenza per trovare un punto fermo da cui ripartire in vista del 2018.

Yamaha sta lavorando certamente su un nuovo motore già testato a Sepang a fine novembre, su un telaio inedito, su una carena aerodinamica già intravista a Valencia, su nuove mappature elettroniche. Tanti i problemi da risolvere, mille i dubbi da sciogliere. Con la consapevolezza, però, che troppe novità possano creare ancora più confusione. Malesia, Thailandia e Qatar saranno tre tappe fondamentali per il destino del team e non solo.

Valentino Rossi si trova al bivio di dover scegliere tra la strada del ritiro e quella del proseguimento. Questa seconda strada ha a sua volta un’altra biforcazione: contratto annuale o biennale? L’iter del Dottore dipenderà in gran parte anche dal feeling che riuscirà ad instaurare da subito con la sua M1 2018. Entro il GP del Mugello dovrà prendere una decisione, entro fine maggio le idee dovranno essere ben chiare. Mai come stavolta i destini di Yamaha e Valentino sembrano intrecciarsi inestricabilmente.

Luigi Ciamburro