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Valentino Rossi (©Getty Images)

Valentino Rossi sembra avere un attaccamento speciale alla sua moto. Non le ha mai dato un nome di battesimo come fa Sebastian Vettel con la sua Ferrari (Gina), ma prima di scendere in pista si inginocchia al suo fianco, un gesto che fa parte di una lunga serie di riti scaramantici.

Prima di ogni uscita dalla pit lane, il nove volte campione del mondo si accosta alla sua Yamaha. Cosa si nasconde dietro quel gesto così amorevole? “Questo movimento è iniziato all’inizio della mia carriera – cioè 30, 40 anni fa”, ha scherzato il campione di Tavullia. La sua carriera è iniziata nel 1996 sull’Aprilia nella classe 125cc e quel movimento aveva una ragione pratica. “All’inizio non avevo una tuta della mia taglia. Ne avevo una in pelle e mi accovacciavo per farla calzare meglio”.

Dopo nove titoli mondiali, 115 vittorie nei Gran Premi, 227 podi e 64 pole position, Valentino Rossi ha una tuta perfettamente su misura, ma quel gesto è sopravvissuto acquisendo le sembianze di un rito catartico prima di salire sul suo “cavallo alato”. “Ho continuato a farlo, è diventato un rituale per concentrarmi. Ma non parlo con la moto, almeno non in questo momento”.

Gli altri rituali del Dottore

Ma le abitudini scaramantiche del Dottore proseguono sin dal momento della partenza per un altro Paese, a cominciare dalla preparazione della valigia. In modo particolare, dedica molta cura alla sistemazione dei suoi famosi calzini. Li sistema in valigia in un determinato modo ed alcuni calzini sono “più importanti degli altri”, scegliendo quelli da indossare nelle prove libere, nelle qualifiche e in gara. A prima vista quei calzini sembrano tutti uguali, ma Valentino vede la differenza tra un paio e l’altro. Nel box, così come a casa sua, sistema gli oggetti in modo assai preciso, un segreto per tenere alta la concentrazione.

C’è poi il rituale della “vestizione”. All’interno del box, prima di avvicinarsi alla pit lane, si tocca in sequenza le spalle, le mani e le gambe. Indossa casco, tuta, guanti e stivali seguendo sempre lo stesso ordine. Una volta entrato in corsia box si tocca il “basso ventre”, prima davanti e poi dietro. “Prima le tute erano più strette e mi tiravano soprattutto nella zona delle gambe. Adesso invece lo faccio solo per concentrarmi meglio”. Alla fine non sempre i risultati sono fortunati e Valentino Rossi ci scherza su: “Ho avuto una carriera di successi e insuccessi che in realtà non servono a nulla tutti questi rituali”.