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Valentino Rossi
Valentino Rossi (©Getty Images)

Valentino Rossi si sta concentrando per il campionato MotoGP 2018, dato che dal 28 gennaio scatteranno i primi test. Tuttavia, è impegnato anche in vicende extra-pista.

In questi giorni è emersa la richiesta di risarcimento da 114 mila euro da parte di una coppia moldava che ha fatto da custode alla sua villa di Tavullia per dieci anni. Nel dicembre 2016 il licenziamento, dopo che l’abitazione è passata dalla società di Graziano Rossi alla proprietà del figlio.

Victor Untu e Jigan Zinadaia reclamano straordinari non pagati e indennità risarcitorie per sfratto e licenziamento pari a 114 mila euro. Il Resto del Carlino spiega che eri mattina le parti si sono presentate in prima udienza davanti al giudice del lavoro Maurizio Paganelli, che inizialmente ha cercato come da prassi di far trovare un accordo prima di avviare la causa. Però non c’è sta alcuna intesa tra i legali delle parti.

Il difensore dei coniugi, l’avvocato Mario Del Prete, ha accettato l’invito del giudice rilanciando una cifra più bassa per chiudere il contenzioso (più o meno la metà della pretesa) mentre l’avvocato Virgilio Quagliato, che tutela il pilota, ha considerato la richiesta seppur diminuita molto lontano dalla volontà del suo cliente. Al quale comunque avrebbe riferito la proposta per prendere una decisione.

Il legale della coppia moldava ha chiesto che Valentino Rossi venga interrogato ed ha presentato la richiesta per ascoltare 4 testi. Altri quattro sono quelli richiesti dall’avvocato Quagliato. Il giudice si è riservato una decisione. La sentenza, grazie a un sistema informatico adottato dal magistrato che ‘gestisce’ i calendari delle udienze, è prevista entro maggio 2020. Serve dunque attendere per conoscere l’esito di questa vicenda.

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