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In un’intervista esclusiva a Sky Sport per la serie “I Signori della MotoGP”, Valentino Rossi ha raccontato la sua lunga e intensa carriera a partire dalla passione per i motori trasmessagli dal padre, fino al prossimo Gran Premio di Aragon.

Il dottore ha ricordato che la sua carriera è iniziata con delle “delle motine da cross” presto sostituite dai “kart”, “perché Graziano in quel periodo correva in macchina e aveva un po’ paura di farmi correre in moto”, che poi lasciarono il posto alle minimoto: “È stata anche una scelta economica – ha spiegato Rossi al riguardo – perché gareggiare con le minimoto costava meno, mentre correre con il kart, con le macchine, è una cosa più da ricchi. Ma mi è andata benissimo perché con le macchine penso che non sarei mai riuscito a fare gli stessi risultati”.

Soprattutto, però, a parlato a lungo del suo rapporto con il padre e di come sia stato determinante per la sua carriera. “Sono sempre stato abituato a chiamarlo Graziano – ha confidato -. Forse da piccolino lo chiamavo babbo, perché da noi non si dice papà, si dice babbo. La nostra zona è una parte dell’Italia da dove vengono un sacco di piloti, c’è una grande passione per gli sport del motore, soprattutto della moto… Ad ogni modo nel mio caso quello che ha influito di più è stato Graziano perché il modo che aveva per farmi giocare era mettermi sopra a qualcosa che avesse un motore, e si divertiva da matti. È lì che è nata la passione”.

Dal gioco alla professione il passo è stato breve. “Sono stato molto aiutato all’inizio della mia carriera per il fatto di essere figlio di Graziano – ha spiegato il Dottore -. Conosceva tante persone, aveva tanti amici, uno di questi era Virginio Ferrari che in quel periodo (1992-1993) lavorava per la Cagiva. Io avevo dodici anni e potevo gareggiare nella Sport Production, un campionato con moto 125 cc due tempi… Così Virginio mi trovò la moto per iniziare a correre. Il primo test lo feci a Misano con un’Aprilia 125 presa in prestito dal mio amico Maurizio Pagano, che già correva nella Sport Production. Lì conobbi Claudio Lusuardi che aveva un team Cagiva e così cominciai a correre. Il ’93 fu il mio primo anno in quel campionato”.

Il ricordo di quegli anni è indelebile: “La prima volta che scendi in pista, che guidi la moto, è già una grande emozione – rimarca Valentino -. Un’emozione che ti dà solo quello, almeno per me è così. Poi la prima volta che sali sul podio, soprattutto la prima vittoria, è una felicità difficile da spiegare. Un misto di adrenalina e di felicità”.

Redazione

(Getty Images)
(Getty Images)
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