Gianfranco Soldera è uno dei simboli del vino italiano.

Lui è stato uno dei  produttori più importanti del rinomatissimo Brunello di Montalcino, considerato uno dei ‘puristi’ del tipico vino della vallata in provincia di Siena.

L’uomo è morto proprio a Montalcino (Siena). Aveva  81 anni e si è spento in uno schianto stradale. E’ finito con la vettura in un fossetto, nelle vicinanze delle sue vigne.

Forse un malore la causa poco dopo essere stato estratto ancora in vita dall’auto.

Gianfranco era nato a Treviso nel 1937. Si è  poi trasferito a Milano e poi in Toscana, al suo nome e a quello della sua azienda Case Basse sono legate alcune storiche riserve di Brunello.

La cantina di Soldera finì nel 2012 sulle principali pagine di cronaca. Nel dicembre di quell’anno, fu al centro di un ‘attentato’: oltre 600 ettolitri di vino, 5 anni di produzione destinato a diventare Brunello, conservati nella sua cantina, furono versati nelle fogne. Le indagini portarono poi ad una persona che aveva avuto una discussione con l’uomo.

Dopo quella storia,   Soldera decise di lasciare polemicamente il Consorzio del Brunello per «mancanza di feeling con chi lo guida», disse. Oggi lo stesso Consorzio «esprime  profondo cordoglio per la scomparsa» del produttore. Con Soldera «abbiamo condiviso una lunga strada insieme, per poi separare i nostri percorsi – dice il presidente Patrizio Cencioni -, rimane intatta la stima per un produttore che ha fortemente valorizzato l’immagine del Brunello nel mondo, contribuendo alla crescita della Denominazione».

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