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Gigi Riva (©Getty Images)

La vicenda ha dell’incredibile ma è accaduta e vogliamo raccontarvela. Nelle scorse ore tutti i principali siti di notizie avevano pubblicato il post di un certo Pino Serra, che denunciava un avvenuto furto ai danni di un noto calciatore lungo le strade di Cagliari.

“A tutti gli amici….Qualche giorno fa Riva è stato derubato da un marocchino o algerino…cmq nord africano, del telefono“, il messaggio social. “Il tutto è avvenuto dopo che gli aveva offerto del denaro per compassione dato che diceva che non mangiava da 2 giorni. Apparentemente per ringraziare del gesto di generosità l’uomo lo ha abbracciato e contemporaneamente gli ha infilato una mano nella tasca della giacca. Gigi è disposto ad offrire al povero diavolo una mancia pur di tornare in possesso di un oggetto che non ha un gran valore economico se non i numeri telefonici contenuti in rubrica! Vi chiedo cortesemente di collaborare per cercare di rintracciare questo …miserabile. Grazie a tutti”.

Sin da subito l’appello, apparso denigratorio nei confronti delle persone di colore, aveva fatto scoppiare la polemica tanto da spingere l’interessato a rispondere piccato: “Personalmente non sono razzista, ho il massimo rispetto di tutte le razze umane di qualsiasi colore…quindi mi scuso con tutti i marocchini , algerini e nord africani onesti. Dio quando ha creato il mondo non l’ha suddiviso in nazioni…la terra è per tutti e di tutti quindi a*******o i razzisti e le persone che non amano il prossimo ONESTO !!”.

La rettifica

Visto il putiferio scatenato, per capirne di più e cercare spiegazioni, il quotidiano l’Unione Sarda ha deciso di contattare Nicola, il figlio del bomber campione europeo 1968, il quale incredulo ha raccontato smentendo parte della versione del presunto amico: “Come gli capita spesso, mio padre ha regalato denaro a una persona in difficoltà davanti al ristorante che frequenta regolarmente. In quella occasione o forse in un altro momento,  ha sentito una mano in tasca ma non ci ha fatto caso. Solo quando è tornato a casa si è accorto di non avere il cellulare”.

“Inoltre voglio dire che la sparizione è avvenuta oltre un mese fa, dunque qualsiasi appello sarebbe inutile. Certamente il telefonino sarà stato buttato via subito. Era un vecchissimo modello perché papà si trova a suo agio solo con quello. Ad ogni modo l’unico problema sono i recapiti andati persi”, ha quindi concluso mettendo il punto fine all’ennesima fake news.

Chiara Rainis