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Caterina Balivo si è definita “una madre imperfetta e quando conobbe il marito temeva la famiglia allargata”

La show girl napoletana lo ha raccontato a Marisa Deimichei del settimanale F, in edicola mercoledì 9 maggio, in occasione della festa della mamma –

Tutte le tappe della sua vita ripercorse in una lunghissima intervista:

“Lo vedevo alla televisione e volevo essere lì, volevo la corona. (…) Sul palco di Salsomaggiore dissi a Fabrizio Frizzi che volevo diventare una conduttrice televisiva”. Caterina, che proprio con Frizzi aveva poi debuttato e lavorato in varie occasioni, lo ricorda: “Un uomo speciale e molto serio con le donne: non l’ho mai visto fare il cretino con nessuna…”.

Il marito, l’incontro con l’uomo che le ha cambiato la vita

L’incontro con il marito, l’uomo della sua vita:

“Con lui – racconta – è andato tutto in modo strano. L’ho visto a un aperitivo, e mi ero fatta tutto un film diverso (…). Quando siamo usciti da soli la prima volta, mentre già pensavo ‘questo mi piace proprio’, a cena mi dice che ha due bambini. Chiedo che età hanno, sperando che fossero già grandi, e lui mi risponde: ‘Quattro e otto’. A quel punto volevo nascondermi sotto al tavolo”. “Per me era vergine, di segno zodiacale e di fatto (…). Ha un’anima dark. Io poi mi incavolo e quindi diventa happy, ma ogni tanto mi fa ombra comunque. Selettivo nelle frequentazioni, molto cattolico: vive perseguitato dai sensi di colpa. Se è sano, se è ricco, se ha amici: è come se dovesse scusarsi per le fortune che ha, non importa che se le sia conquistate con fatica”.

E infine, che mamma è Caterina Balivo?

“Imperfetta. Perché sono quella che si arrabatta nella chat delle mamme chiedendo quando vanno fatti i compiti, arranco sempre e arrivo all’ultimo minuto. Alle feste dei bambini non ci sono mai. Alla recita della scuola di mio figlio non sono potuta andare perché non spostano un intero piano di produzione per me; ho dovuto implorare mia madre di prendere un aereo e andare al mio posto. Se c’è da fare un cappello di cartapesta chiedo a lei perché non ho tempo né voglia di farlo. (…)”.