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Sta facendo molto discutere la decisione della Formula Uno che, dopo aver sentito anche la Federazione Internazionale Automobilismo, ha deciso di eliminare dalla griglia di partenza le cosiddette “ombrelline” e di sostituirle con i “grid kids”,  bambini “praticanti degli sport motoristici, in special modo dal mondo dei kart” scelti prima di ogni gran premio per sorteggio. L’idea, che imita quella del calcio dove le squadre entrano accompagnate da bambini, non è piaciuta a tutti. Molti vedono una grande ipocrisia in questa scelta, una virata verso il politically correct che non ha un fondamento logico.

Sean Bratches, direttore commerciale della F1, difende invece l’idea: “Sarà un momento straordinario per questi bambini – ha dichiarato Sean Bratches, direttore commerciale della F1 -. Stare al fianco dei piloti, vedere come si preparano alla gara, è un’opportunità unica per loro e per le loro famiglie. Pensiamo sia il modo migliore per ispirare la prossima generazione di piloti”.

Ad esserci rimaste molto male sono state proprio loro, le “ombrelline”. Arelis Ramos, che negli ultimi anni è stata in griglia a Monza prima al fianco di Ricciardo e poi del giovane Stroll, commenta così: “Sono sorpresa, le ragazze al fianco dei piloti sono una tradizione. Sarà strano non vedere la sfilata delle ragazze nei GP. Colpa dello scandalo scoppiato negli Usa delle molestie sessuali? Non credo, ma può essere. Resta una decisione che faccio fatica a capire. Io in griglia non mi sono mai sentita a disagio, anzi. È sempre stata un’esperienza bellissima, lavorare accanto a sportivi famosi, vivere il GP da vicino è un’emozione indescrivibile. Ho sempre lavorato felice e tranquilla”.

F.B.