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Chris Froome
Chris Froome (©Getty Images)

Nuovo scaldalo doping nel mondo del ciclismo. Il campione Chris Froome è stato trovato positivo al salbutamolo (un broncodilatatore) durante un controllo antidoping effettuato alla Vuelta.

Proprio il ciclista britannico ha vinto l’ultima edizione della prestigiosa corsa a tappe spagnola, dopo aver messo in bacheca ben quattro Tour de France. Di recente anche l’annuncio della partecipazione al Giro d’Italia 2018, ma adesso è saltata fuori questa grana. La positività del corridore del team Sky risale al 7 settembre, in occasione della 18ª tappa da Suances a Santo Toribio de Liebana.

Ciclismo, Chris Froome squalificato per doping?

La Federazione Ciclistica Internazionale nel proprio comunicato sulla positività di Froome ha spiegato di aver già effettuato le contro-analisi. Dunque pochi dubbi sulla presenza di una sostanza illecita nel corpo del campione nato in Kenya. L’UCI non ha ancora predisposto la sospensione a causa della natura della sostanza in questione, un farmaco antiasmatico che il ciclista assume da tempo.

Però la concentrazione di salbutamolo nelle urine del capitano del Team Sky è superiore alla soglia massima consentita di 1000 nanogrammi/millilitro. Per lo stesso fatto Alessandro Petacchi, noto velocista italiano, fu squalificato per un anno. In caso di squalifica, gli verrebbe tolta la vittoria della Vuelta. A beneficiarne sarebbe Vincenzo Nibali, arrivato secondo nella corsa a tappe spagnola.

Il team Sky ha diramato una nota a difesa di Froome: “Chris soffre d’asma sin dall’infanzia e usa un farmaco molto comune, il salbutamolo, per prevenire e curare i sintomi dell’asma da sforzo. Si tratta di un farmaco permesso dalle regole della Wada, per il quale non è necessario nemmeno il TUE (esenzione per uso terapeutico, ndr) a patto che non si inalino più di 1600 microgrammi ogni 24 ore e più di 800 ogni 12. I sintomi dell’asma nell’ultima settimana della Vuelta si sono intensificati e su suggerimento del medico Froome ha aumentato il dosaggio di salbutamolo, pur rimanendo nei limiti. Molteplici fattori possono condizionare il risultato dei test, come ad esempio l’interazione del salbutamolo con alcuni cibi o con altri medicinali, la disidratazione, e il tempo trascorso tra l’assunzione e l’esecuzione dei test antidoping”.

Anche lo stesso Froome ha ovviamente detto la propria su questa vicenda che lo vede protagonista in negativo: “E’ noto che io soffro d’asma, e conosco perfettamente quali sono le regole. Su consiglio del medico ho incrementato i dosaggi di salbutamolo, ma sempre prestando grande attenzione a non superare i limiti. Prendo molto sul serio la posizione di leadership che occupo nel mio sport. L’Uci ha ragione a esaminare i risultati dei test e insieme alla squadra fornirò tutte le informazioni necessarie”.