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YAMAHA ITALIA – L’azienda made in Japan ha incontrato la rappresentanza sindacale, proponendo un accordo economico al termine del primo anno di cassa integrazione. Ecco il comunicato ufficiale

“Yamaha Motor Europe a fine 2009 ha messo in atto una riorganizzazione delle sue attivit√† in Europa, mirata a ridurre i costi della produzione per fronteggiare l’andamento negativo del mercato mondiale. Nell’ambito di questa riorganizzazione √® stato deciso di consolidare in altri impianti europei la linea di assemblaggio di due modelli che veniva effettuata a Gerno di Lesmo, mantenendo in Italia l’attivit√† di marketing e vendita dei propri prodotti e servizi, l’assistenza, il centro ricerche e sviluppo europeo ed i team che corrono nei Campionati MotoGp e SBK.¬†

La cessazione dell’attivit√† di assemblaggio dei due modelli in Italia ha comportato l’esubero di 47 addetti alla produzione e conseguentemente di 18 impiegati amministrativi. Consapevole dell’impatto sociale che questa riorganizzazione comportava, Yamaha Motor Italia aveva manifestato la sua intenzione di ricercare con le organizzazioni sindacali soluzioni atte a contenerlo, proponendo un’integrazione economica all’indennit√† di mobilit√†. Yamaha Motor Italia, pur convinta della validit√† della propria offerta, aveva poi accondisceso alla richiesta sindacale di percorrere la strada della CIGS e, con la firma dell’accordo presso il Ministero del Lavoro con le organizzazioni sindacali, il 7 gennaio di quest’anno si √® impegnata a richiedere la CIGS per 12 mesi, rinnovabili per altri 12, per i 47 addetti alla produzione e per 12 mesi per i 18 impiegati del settore commercio. Nell’ambito dell’accordo l’azienda si √® impegnata anche a mettere in atto una serie di strumenti per gestire gli esuberi, fra cui il ricorso all’outplacement e la predisposizione di percorsi formativi e di riqualificazione mirati a favorire la ricerca di nuove opportunit√† occupazionali per i lavoratori coinvolti. Yamaha Motor Italia ha ottemperato pienamente ai suoi impegni stabiliti nell’ambito dell’accordo, che prevedeva ‚Äì per i 47 lavoratori del settore industria ‚Äì il vincolo di almeno un 30% di ricollocamenti entro il primo anno di cassa per poter accedere al secondo anno. Purtroppo tale soglia al momento non √® stata raggiunta e non sussisterebbero quindi le condizioni poste dal Ministero del Lavoro perch√© Yamaha possa richiedere il secondo anno di CIGS. Tuttavia, per aiutare i lavoratori a raggiungere l’obiettivo posto dal Ministero del Lavoro, nell’incontro avvenuto oggi presso la sede Confindustria di Monza e Brianza, Yamaha Motor Italia ha formulato una proposta economica rilevante per incentivare i lavoratori stessi a raggiungere il numero minimo di ricollocamenti richiesti. Tale proposta si aggiunge a quanto gi√† definito nell’accordo sottoscritto nel gennaio scorso con Ministero del Lavoro, Regione Lombardia, Provincia di Monza e Brianza, Sindacato ed RSU.”