Polizia
Polizia (foto dal web)

Un alpino di 30 anni è stato arrestato dalla Polizia di Cuneo con l’accusa di violenza sessuale su una ragazzina di 13 anni e di divulgazione di materiale pedopornografico sui social network.

La Polizia di Cuneo, su mandato emesso dal Tribunale, ha ammanettato un militare accusato di violenza sessuale su una ragazzina di 13 anni e di divulgazione di materiale pedopornografico sui social network. Dalle indagini effettuate dagli agenti della Squadra Mobile, il militare 30enne, avrebbe abusato in diverse occasioni della ragazzina. L’uomo, un insospettabile alpino sposato con figli, sarebbe entrato in contatto con la minore nel 2015 tramite il social fotografico Instagram ed il primo incontro si sarebbe consumato nel 2016. Il militare è stato sospeso dall’Esercito.

Il militare è stato sospeso dall’Esercito

Avrebbe costretto una ragazzina di 13 anni ad avere rapporti sessuali con la minaccia di diffondere su internet le sue foto intime. Queste le accuse nei confronti di un alpino di 30 anni che è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Cuneo su mandato del Tribunale del capoluogo di provincia piemontese. Secondo la ricostruzione effettuata dagli agenti di Polizia che hanno effettuato le indagini, l’uomo, sposato con figli, avrebbe conosciuto la ragazza nel 2015 su Instagram e l’avrebbe convinta con minacce e pressioni ad incontrarsi personalmente. Il primo abuso risale al 2016 e quando la 13enne si rifiutava di incontrarlo, il militare la minacciava di divulgare sui social le foto della ragazzina su internet. Nel 2017 la 13enne è riuscita a mettere fine agli incontri, ma lo scorso ottobre è stata contattata da uno sconosciuto che le chiese delle immagini intime. Il disagio della ragazza, secondo quanto riportato da La Repubblica, è stato notato dai suoi compagni di classe che l’hanno convinta a denunciare i fatti. Il militare accusato degli abusi sessuali è stato sospeso dal servizio dall’Esercito che in una nota ha comunicato: “Il graduato immediatamente sospeso, già dallo scorso mese di dicembre, dal servizio e da ogni iter concorsuale a cui lo stesso aveva aderito. Laddove le accuse fossero confermate si tratterebbe di un comportamento indegno, inaccettabile e immorale, ancor più aggravato per uomini e donne che indossano l’uniforme e rappresentano lo Stato“.

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