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Discoteca Lanterna Azzurra, Corinaldo (Ancona)
Discoteca Lanterna Azzurra, Corinaldo (Ancona) (Getty Images)

Il padre di una delle ragazze rimaste ferite nella strage della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo ha parlato ai microfoni di Radio Capital

Proseguono le indagini degli inquirenti sulla strage consumatasi nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, in provincia di Ancona nella notte tra il 7 e l’8 dicembre scorso. Nel locale durante l’attesa per un dj set del famoso trapper Sfera Ebbasta è stato spruzzato dello spray urticante che ha messo in fuga i presenti. La calca venutasi a formare presso una delle uscite di sicurezza ha fatto crollare un ponticello di raccordo con il parcheggio, causando 6 vittime.

Strage in discoteca: il racconto del padre di una delle ragazze rimaste ferite

Degli eventi della notte del 7 dicembre ha voluto parlare il padre di una delle ragazze presenti nel locale, Pierpaolo Bella, intervistato da Ernesto Manfrè per Radio Capital. Dalle parole del padre della ragazza, rimasta ferita nella discoteca, riportate dalla redazione della Repubblica, emerge rabbia e dolore per quanto successo. “Ho provato a chiamare due, tre volte mia figlia –racconta il padre della ragazza- ma non rispondeva al cellulare. Ad un certo punto ha risposto al suo telefono un ragazzo che mi ha informato dei fatti dicendomi di aver trovato il cellulare a terra e di aver risposto”. Il padre prosegue dicendo di esser subito corso al locale preoccupato per capire se sua figlia stesse bene: “Una volta arrivato l’ho cercata e ad un certo punto l’ho trovata stesa vicino ad un’ambulanza, dove la stavano soccorrendo i medici”. Da giorni fa discutere la questione sui presenti in sala che, secondo alcuni presenti, erano più di mille, ma dalle cifre ufficiali è emerso che i biglietti venduti sono 680, mentre quelli staccati 500. Sulla questione dei ticket il signor Bella ha ammesso: “Io non so se sono stati venduti più biglietti della capienza, la ragazza ha preso la prevendita e non ho controllato il numero sul biglietto. Io l’ho mandata con grande serenità alla serata, dato che mia figlia era già stata in discoteca, questa era una cosa eccezionale perché le sue amiche andavano lì e ho deciso di mandarla ed invece è successo tutto questo”. Il padre della ragazza ha poi concluso affermando: “Agli organizzatori dico che le cose si fanno con la testa, non con i piedi per cercare di racimolare più soldi possibili, perché così si mette a repentaglio la vita dei ragazzi“.

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