Polizia
Polizia (Getty Images)

Dopo mesi di attività criminale, è stata finalmente sgominata la baby gang che terrorizzava la stazione di Acilia, a sud di Roma. All’interno del gruppo di minorenni una sola ragazza 17enne di origine rumena soprannominata la perfida“.

Dopo mesi le forze dell’ordine sono riuscite a sgominare la baby gang che terrorizzava la stazione di Acilia e le zone attigue. I componenti della banda sono tutti minorenni, capeggiati da una 17enne rumena che per i suoi atteggiamenti da vero boss era stata soprannominata “la perfida“. La gang ha messo a segno più di 40 colpi, tra furti, rapine ed aggressioni. Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Lido hanno quindi eseguito tre misure cautelari in carcere minorile nonché due arresti in flagranza: i ragazzi erano stati più volte denunciati, ma fino ad ora erano rimasti sempre a piede libero.

Seguivano gli schemi della criminalità organizzata: dalla banda della Magliana al clan dei Casalesi

Una banda criminale composta da soli minorenni, 3 rumeni ed un egiziano, ha seminato per mesi il panico nella stazione di Acilia, quartiere del quadrante sud di Roma. I ragazzi, forti della loro minore età e capeggiati da una giovane 17enne rumena, hanno messo a segno ben 40 colpi rimanendo sempre a piede libero, fino ad oggi. I giovani erano riusciti a coinvolgere nel loro piano criminale anche altri coetanei che provenivano da altre parti della capitale. La gang era diventata l’incubo dei pendolari, del personale della ditta di trasporto pubblico (ATAC) e dei commercianti della zona. Le aggressioni erano indiscriminate sia nei modi che nella scelta delle vittime. Bambini derubati dei propri zaini e picchiati, esercenti minacciati di vedere le proprie attività bruciate se non avessero consegnato gli incassi giornalieri, pestaggi ai danni di chi cercava di difendere gli aggrediti: una vera e propria associazione a delinquere. I giovani si erano spinti anche a danneggiare una vettura della polizia nella centralissima Piazza Cavour della capitale ed una volta portati in commissariato avevano anche aggredito degli agenti, spedendone uno in ospedale.

La denuncia e gli arresti: eseguite le misure cautelari

A far partire le indagini sulla gang è stata la denuncia di una ragazza che era riuscita, tramite il suo cellulare, a scattare delle foto ai malviventi. Le immagini hanno permesso l’identificazione dei giovani criminali e grazie anche alle telecamere di sorveglianza della stazione e degli esercizi commerciali gli inquirenti sono riusciti ad incastrare i componenti del gruppo. “Parlare di baby gang – spiega il dirigente del commissariato del Lido, Eugenio Ferraro – in effetti è riduttivo del profilo di questi ragazzi tanto strafottenti quanto spietati“. Pestaggi ai danni di un anziano e di alcuni bambini, tentata estorsione, danneggiamento, furto e rapina: queste le accuse da cui ora i giovani dovranno difendersi.

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