sacra sindone
La Sacra Sindone in una delle sue tante rappresentazioni

Una ricerca scientifica getta grosse ombre sulla Sacra Sindone custodita a Torino: “Circa la metà, se non di più, delle macchie di sangue è finto”.

La Sacra Sindone sarebbe ricoperta “per almeno il 50% da macchie di sangue false”. Il dato emerge in seguito ad una approfondita ricerca scientifica, che smonta la leggenda relativa al sudario nel quale sarebbe stato avvolto Cristo dopo la sua morte e che è attualmente conservato a Torino. “Soltanto alcune chiazze di sangue sembrano mostrare piena compatibilità con la posizione di un uomo crocifisso. Per altre invece non c’è una spiegazione razionale in merito alle ferite inferte”. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista specializzata di settore ‘Journal of Forensic Sciences’ e fa riferimento alle osservazioni dei professori Luigi Garlaschelli del Cicap e Matteo Borrini dell’Università di Liverpool, condotto con le più avanzate tecniche forensi. Non è stata presa in considerazione la sostanza con le quali le macchie false sono state dipinte, ma Borrini afferma all’ANSA che c’è stata la volontà di capire in che modo sono state generate.

Sacra Sindone, alcune macchie sono incompatibili

Le analisi hanno simulato anche una ‘crocefissione’ con tanto di impiego di sangue sia vero che artificiale, e con croci di forma e tipo di legno diverso. Così come c’è stata la simulazione anche di diverse posizioni, da quella con le braccia in orizzontale e parallele al suolo a quella con le stesse legate dietro alla testa. Così è stato possibile cercare di individuare in che modo il sangue sarebbe sgorgato dal corpo, come se si stesse analizzando la scena di un crimine. La macchia di sangue sul torace, che secondo la tradizione cristiana sarebbe stata inferta a Gesù dal centurione Longino con una lancia, è compatibile con la posizione di una persona crocifissa, al pari di quelle sugli avanbracci. Studiando quest’ultime è stato confermato che le braccia di Colui che è stato avvolto nella Sacra Sindone erano state tenute molto in alto, oltre i 45°.

“Il sudario è un falso del Medioevo”

Le cose però non tornano con le macchie di sangue della regione lombare e dei polsi, “non compatibili né con qualsiasi posizione sul crocifisso, né nel sepolcro”. Sotto accusa soprattutto la macchia a mò di cintura che sarebbe stata provocata da una ferita al costato ed impressa sulla Sacra Sindone una volta che il corpo era stato avvolto all’interno. “In tal caso il sangue procederebbe in senso inverso ai reni e si indirizzerebbe verso la scapola”. Tutti questi dati rafforzano l’idea che la Sacra Sindone in realtà non avrebbe niente di sacro e che risalirebbe al periodo medievale, come già attestato dalle rivelazioni al carbonio 14, metodo che serve per svelare la data di creazione di un reperto in particolari condizioni.

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