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Clamoroso quello che è stato rivelato nell’ultima puntata di  “Chi l’ha visto?”

 

Ricordate la storia di Roberto Straccia? Il ragazzo che studiava a Pescara, trovato morto sugli scogli della Puglia, in provincia di Bari, dopo esser uscito di casa per una corsetta sul lungo mare. La trasmissione condotta da Federica Sciarelli, ha approfondito le dichiarazioni che il padre del ragazzo aveva fatto al programma sull’ipotesi che lui sarebbe morto per uno scambio di persona. “L’hanno fatto passare per suicidio” e “hanno colpito dove non c’erano telecamere”, avevano detto due persone intercettate durante un colloquio in prigione, tredici giorni dopo il ritrovamento del cadavere di Roberto Straccia.

Nel mese di ottobre 2012 la madre di uno di loro, moglie di un collaboratore di giustizia, spiegò agli uomini del Servizio Centrale di Protezione che il vero obbiettivo era suo genero, un giovane di Mesoraca (Crotone) che ha un impressionante somiglianza con   Roberto Straccia, del quale i killer avevano cercato una foto presso gli uffici comunali. Visto che non avevano trovato nulla, come gesto di sfregio, avrebbero incendiato la casa di un dipendente dell’ente. La donna riferì anche che lo scambio di persona sarebbe nato da un confronto fotografico su Facebook.

La procura di Pescara – riporta il sito della trasmissione di Rai Tre, dice che il primo cittadino,

avrebbe disposto come unica verifica quella della fattibilità di una ricerca basata su una foto sul social network. Il test fu effettuato da un carabiniere che escluse l’esistenza della funzione. Non venne accertata l’effettiva somiglianza tra il giovane indicato e Straccia, la cui famiglia, inoltre, non venne informata. “Chi l’ha visto?” ha quindi chiesto al sindaco di Mesoraca, Armando Foresta, di poter effettuare un confronto tra la foto di Straccia e quella dell’altro giovane, che ha confermato l’eccezionale somiglianza tra i due, anche nella statura. Il primo cittadino ha anche rivelato di essere lui stesso la vittima dell’attentato incendiario. “Ancora non so perché” ha aggiunto Foresta,

riferendosi alle indagini in corso sull’episodio.

Intanto per il caso Straccia si attende la decisione del gip Gianluca Sarandrea sulla richiesta di archiviazione della procura di Pescara. Una richiesta che sintetizza in versi le ipotesi di suicidio o fatalità:

“Insondabile resta l’epilogo: non c’eran parole quel pomeriggio di dicembre, soltanto passi leggeri e respiro affannoso di fronte al mare Adriatico, tuta azzurra pantaloncini rossi e musica nella cuffie, e poi, o sogni o visioni, la corsa di Roberto continua lungo il sentiero del mare”.

Mario Straccia però non è giustamente d’accordo:

“Vorrei sapere se la data di morte di Roberto è la stessa della scomparsa”, ha chiesto in studio durante la trasmissione. Accanto a lui il presidente di Penelope, avvocato Antonio La Scala, che ha condiviso: “Non è stato fatto quello che doveva essere fatto”.

«Abbiamo dovuto dimostrare un errore commesso dal gip di Pescara – aggiunge Straccia – e ciò per me è inconcepibile. I servitori dello Stato non possono permettessi di sbagliare. Ho pagato il doppio per ogni errore della legge. Dopo sette anni ci troviamo ancora qui e io da cittadino mi trovo a dover individuare un errore del giudice, quando il giudice avrebbe dovuto darmi la verità». 

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