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(foto Twitter)
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Un’auto in grado di riconoscere e “autenticare” il conducente grazie a una telecamera frontale puntata dritta sul suo volto. Sembra un’idea fantascientifica, ma presto troverà applicazione nella realtà di tutti i giorni. O almeno questo è l’obiettivo dei responsabili di Project Mobii (Mobile Interior Imaging), un progetto di ricerca promosso da Ford e Intel per migliorare l’esperienza di guida, rafforzare la sicurezza e tutelare la privacy di tutte le persone a bordo grazie all’uso di sensori e telecamere interne…

Come funziona? Semplice: se il guidatore non viene riconosciuto da Project Mobii, la sua fotografia viene immediatamente spedita sullo smartphone del proprietario del veicolo, il quale può decidere se autorizzare la guida o meno. Inoltre, il sistema consentirà di impostare vincoli e limiti alla velocità di guida, all’impianto audio o all’utilizzo dello smartphone a motore acceso…

Le due aziende stanno anche esplorando, con la collaborazione di etnografi, antropologi e ingegneri, la possibilità di “entrare” virtualmente nella propria auto a distanza grazie alla rete Internet e impartirle i nostri “comandi” da remoto.

La rivoluzione delle quattro ruote è appena cominciata…

Redazione

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