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crolla cartellonistica autostrada
Crolla la cartellonistica in autostrada, ennesimo episodio di incuria

Pericoli in autostrada, ma stavolta non c’entra la guida irresponsabile: i mancati controlli e la scarsa manutenzione portano a disastri come questo.

Ancora una volta è accaduto ciò che non dovrebbe succedere sulle strade italiane. Nella giornata di ieri è crollato un sostegno in ferro della cartellonistica stradale, e non è la prima volta. Il fatto di adesso si è verificato sull’Asse Mediano, nel tratto Nola-Villa Literno. Il palo con i cartelloni che indicano le direzioni da prendere è venuto giù, finendo in pieno sull’asfalto. L’altro precedente pericoloso, sull’autostrada Napoli-Roma, avvenne invece il 25 dicembre del 2011, all’alba. Per fortuna in entrambi i casi non c’era nessuno in transito. Anche se ieri quei detriti sono rimasti per un bel pò sulla strada, finendo irrimediabilmente con il rallentare il traffico fino al momento dell’avvenuta rimozione. La colpa è ovviamente di chi le strade italiane dovrebbe gestirle e non lo fa. E la memoria va inevitabilmente a quanto successo a metà agosto a Genova, con il crollo del Ponte Morandi.

Autostrada ancora pericolosa, la manutenzione è assente

Si fa scarsa manutenzione, o la stessa manca del tutto, e ci si affida ad un giro di appalti, subappalti e simili totalmente alla leggera. Inoltre spesso i materiali utilizzati sono estremamente scadenti e preda di una deperibilità spaventosa nel breve volgere di poco tempo. A nulla valgono le inchieste aperte da diverse Procure d’Italia, su strade ed autostrade del nostro paese la parola sicurezza resta un optional. Bastano delle raffiche di vento più forti del dovuto per arrivare ad episodi come quello di ieri. Ma nel caso dell’incidente di ieri, come si può evincere dalle foto, non sono state le intemperie a causare il disastro quanto la scarsissima qualità dei materiali utilizzati per la costruzione del sostegno. Lo si capisce dal taglio della struttura, che lascia intuire come possa essere stato utilizzato del ferro di fabbricazione cinese. Di qualità infima e riciclato dal rifacimento di altri materiali ferrosi.

Caccia ai responsabili

La Procura di Napoli Nord ha aperto ufficialmente un fascicolo e ha disposto una perizia. Il sospetto è che non si siano nemmeno mai svolte le obbligatorie prove di collaudo del caso. Oltre al fatto che certamente dei controlli mancano da molto tempo. un ex dipendente della società che si era aggiudicata l’appalto per l’installazione della cartellonistica fa sapere che la stessa aveva lavorato in regime di monopolio, assicurandosi in maniera indisturbata gli appalti per installare oltre una cinquantina di altre strutture in metallo nell’hinterland Napoletano. In molti casi però tutto è stato fatto frettolosamente e senza alcuna cura, evitando collaudi e qualsiasi altra forma di messa in sicurezza prevista dalla legge. Ma questo vale anche per altre regioni. E non sono mancate anche delle condanne per messa in pericolo dei trasporti ed anche collegamenti di stampo mafioso. Come spesso accade quando una impresa non svolge il suo compito come dovrebbe.

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