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(Getty Images)
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Un sistema per evitare la decurtazione dei punti dalla patente? A quanto pare esiste e, nonostante richieda una procedura piuttosto lunga e complessa, potrebbe rivelarsi efficace nei casi in cui l’automobilista incorre in sanzioni particolarmente salate o non può permettersi di perdere altri punti. Il rimedio consiste infatti semplicemente nello sfruttare le noti lungaggini dei procedimenti civili nel nostro paese.

Ricordiamo tutti i passaggi della trafila e i relativi tempi. Se un automobilista commette una violazione di una norma del Codice della Strada che comporta la perdita di punteggio, tale violazione gli deve essere notificata entro 90 giorni dall’accertamento. L’automobilista ha a sua volta 60 giorni di tempo dalla notifica per presentare ricorso al Prefetto. Quest’ultimo avrà sette mesi per accogliere il ricorso con un’ordinanza di archiviazione oppure respingerlo, emettendo un’ordinanza-ingiunzione di pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria che dovrà essere notificata al ricorrente entro 5 mesi dalla sua emissione e contro la quale l’automobilista avrà 30 giorni di tempo per presentare ricorso al Giudice di Pace.

E’ assai probabile, dunque, che dal giorno in cui è stata commessa la violazione alla presentazione del ricorso al Giudice di Pace trascorrano quasi 18 mesi. E le statistiche dicono che, per arrivare alla definizione del giudizio, il giudice impiega generalmente più di 6 mesi. In altre parole, si ha la ragionevole certezza che l’iter duri nel complesso più di due anni.

E il Codice della Strada stabilisce che se per due anni non vengono violate norme che comportano la decurtazione del punteggio sulla patente, l’automobilista ha diritto all’attribuzione dei venti punti iniziali.

Redazione