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Il tuning nasce come movimento sportivo in italia intorno agli anni Duemila, anche se tra gli anni Cinquanta e Sessanta i primi veicoli spinti a motore in produzioni e vendita dalle case madre costruttrici nel mondo. La ribellione di cambiare completamente look ad un pezzo che producono fino a 60.000.000.000.000 in serie. Golf e Polo sicuramente hanno conosciuto e toccato milioni di generazioni. Infatti tocca alla Germania inaugurare una serie di successi che oggi si riflettono sul mercato con Mercedes Bmw Vw Audi.

Cos’è il tuning?

Tuning vuol dire letteralmente sintonizzazione e nel nostro caso parleremo di tuning nel campo dei motori. Tuning è riferito all’elaborazione della propria autovettura sia a livello motoristico che estetico oltre a strizzare un occhio per l’intrattenimento a bordo.

Chi sono gli appassionati di tuning?

Questa disciplina in Italia conta molti appassionati, la fascia di età è molto vasta, si va in media dai 15 anni ai 40/50. La maggior parte ha circa 18/30 anni e sono coloro che più frequentemente si vedono nei raduni organizzati dalle riviste del settore o dai tanti Club sparsi sul territorio nazionale.

La voglia di dedicarsi cosi estremamente e maniacalmente alla cura del proprio veicolo ha origini molto remote ma in Italia si apprezzano le prime personalizzazioni a partire dagli anni 2000.

Apice del successo e grande risalto trovano gli anni 2008-2009-2010 dove Rimini diventa il movimento di maggior successo grazie a GLEvents che organizza ogni anno il MySpecialCar.

I numeri dicono che è stato il più grande raduno indoor in Europa. Oltre 800.000 visitatori, oltre 13.000 auto esposte, più di 600 club riuniti da tutta Italia, un movimento che ha generato forse livelli da quattro miliardi di euro all’anno. Ma le leggi non hanno dato seguito alla passione e sopratutto alla sicurezza tranne per l’omologazione del cerchio di pollice superiore e aumentare a costi vertiginosi l’impianto frenante a patto che fosse di produzione casa madre, vedi i frequenti cambi di Audi e Bmw.

Cosa fanno?

Divisi tra di loro da un diverso modo di concepire il tuning,
alcuni appassionati si concentrano sulla parte estetica, altri sulla parte meccanica, altri ancora vogliono migliorare la sicurezza della loro auto. La maggior parte di coloro che elaborano l’estetica sono soddisfatti delle prestazioni del mezzo, coloro che invece si concentrano sulla parte meccanica, vogliono aumentare le prestazioni della loro auto. In pratica si cerca di avere più potenza o/e accelerazione. Altri invece si concentrano sulla sicurezza attiva del mezzo, abbassando il corpo vettura o modificando l’impianto frenante.

Ovviamente, questi 3 approcci verso il mondo del tuning non si escludono a vicenda, infatti la maggior parte degli appassionati realizzano una elaborazione ibrida che tocca tutti e 3 i punti sopra descritti. Il tuning, a seconda poi della complessità e “profondità” delle elaborazioni, si divide in hard e soft tuning. Normalmente il soft tuning è anche quello meno costoso e più semplice, che dà miglioramenti anche notevoli (non paragonabili all’hard tuning).
L’hard tuning è invece quello molto più costoso e che dà incrementi di potenza molto più sostanziosi, ma molto più delicato da realizzare.

Perchè?

Non possiamo dare una spiegazione alla passione per il tuning e sarebbe sciocco cercarne una. Come tutte le passioni, le motivazioni sono molto soggettive.

Giuseppe Romano