CONDIVIDI
Loris Stival
Loris Stival (foto dal web)

La ricostruzione dell’omicidio del piccolo Loris Stival, il bambino di 8 anni di Santa Croce Camerina (Ragusa) strangolato e gettato in canalone. Condannata per omicidio a 30 di reclusione la madre del bambino,  Veronica Panarello

Nel novembre 2014, dopo la denuncia di scomparsa presentata poche ore prima, viene rinvenuto in un canalone il cadavere del piccolo Loris Stival. Il bambino di 8 anni di Santa Croce Camerina, centro in provincia di Ragusa, è stato ucciso strangolato con delle fascette di plastica. Ad essere accusata dell’omicidio è la stessa madre del piccolo, Veronica Panarello che è stata condannata sia in primo che in secondo grado a 30 di reclusione.

Omicidio del piccolo Loris: la ricostruzione

Sabato 29 novembre 2014, una donna recatasi presso i Carabinieri di Santa Croce Camerina (Ragusa), denunciò la scomparsa del figlio di soli 8 anni. Quella donna è Veronica Panarello, una madre di due bambini di 26 anni che afferma ai militari dell’Arma di aver perso le tracce del figlio maggiore Loris Andrea Stival. La Panarello, in quel momento sola data l’assenza del marito in viaggio di lavoro, racconta ai Carabinieri di essere uscita  di casa e di aver accompagnato il piccolo Loris a scuola, l’istituto “Psaumide” e di essersi recata ad un corso di cucina che stava seguendo, non avendo più notizie del figlio da quel momento. Le forze dell’ordine attivano subito le ricerche per rintracciare il piccolo Loris, ma poco dopo la denuncia della donna, un cacciatore rinviene il cadavere del bambino in un canalone nella periferia del comune ragusano. Proprio la Panarello dovette riconoscere l’identità del cadavere di Loris. Dopo il ritrovamento del corpo del bambino di 8 anni, gli inquirenti fanno partire le indagini che inizialmente portano al sequestro dell’automobile del cacciatore Orazio Fidone che aveva ritrovato il cadavere, ma successivamente si concentrano sulla Panarello. La donna viene interrogata in Procura e subito dopo, il 9 dicembre 2014, tratta in arresto con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere. Dall’autopsia disposta sul corpo del piccolo Loris emerse che il bambino era stato strangolato tra le 8:30 e le 9:30 del giorno stesso. L’omicidio, secondo le investigazioni degli inquirenti, venne commesso dalla stessa donna attraverso l’utilizzo di alcune fascette di plastica che erano state consegnate alla madre di Loris giorni prima da alcune insegnanti del figlio. Ad incastrare la donna ci sono anche le telecamere di sorveglianza della città, le cui immagini dimorerebbero che la madre non avrebbe mai portato il figlio a scuola. Da queste immagini si evincerebbe anche un’auto compatibile con quella della Panarello dirigersi verso il canalone poi a casa ed infine al corso di cucina.

La Panarello in custodia cautelare afferma agli inquirenti di aver ucciso il bambino dopo un litigio iniziato dal rifiuto da parte di Loris di recarsi a scuola. Successivamente la donna ritratta affermando che il piccolo si è autostrangolato con le fascette, mentre entrambi erano nell’abitazione lei era impegnata con le faccende di casa. Secondo la seconda versione della donna, una volta ritrovato il cadavere per paura della reazione del marito la 26enne ha gettato il corpo senza vita di Loris nel canalone nei pressi del Mulino Vecchio dove è stato rinvenuto, nascondendo anche lo zaino del figlio che non è mai stato ritrovato. Nel 2016 a circa due anni dalla morte di Loris, Veronica Panarello fornisce agli inquirenti una terza versione in cui afferma che ad uccidere il figlio sarebbe stato il nonno paterno, padre di Davide Stival, in quanto Loris si era accorto della relazione clandestina che si era instaurata tra suocero e nuora. A quel punto Andrea Stival avrebbe impugnato un cavo e strangolato il nipote. Queste accuse sono state immediatamente smentite dallo stesso Andrea Stival che ha annunciato una querela contro la nuora per calunnia. L’uomo, a seguito di tali dichiarazioni, è stato iscritto nel registro degli indagati ed il fascicolo su di lui è stato archiviato ad agosto 2018.

Veronica Panarello
Veronica Panarello (foto dal web)

Omicidio del piccolo Loris: il processo

Il 14 dicembre del 2015 inizia il processo contro Veronica Panarello, la cui difesa aveva chiesto il rito abbreviato condizionato da perizia psichiatrica. A circa un anno dalla prima udienza, il 17 ottobre 2016, dopo la perizia psichiatrica che dimostrava la capacità di intendere e di volere della donna, il giudice dell’udienza preliminare di Ragusa condanna la Panarello a 30 anni di reclusione per l’omicidio del proprio figlio Loris. Inoltre è stato disposto anche il regime di libertà vigilata per 5 anni ed il risarcimento in denaro delle parti civili: 350 mila euro per il padre di Loris e 100 mila euro per ciascuno dei suoceri. Il 6 luglio del 2017 inizia il processo di secondo grado davanti la Corte d’assise d’appello di Catania che un anno dopo, il 5 luglio 2018 conferma la condanna a 30 anni di reclusione per Veronica Panarello. La donna è attualmente detenuta nel carcere di Le Vallette di Torino, dove è stata trasferita lo scorso agosto dalla Casa Circondariale di Catania, sita in piazza Lanza.

Leggi anche—> Omicidio del piccolo Lorys: il movente della Panarello

Google ha selezionato TuttomotoriWeb.com tra i siti accreditati per il servizio News. Seguici su Google News per restare aggiornato su tutte le notizie dal mondo dei motori