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Nuovi rivelatori di velocità: come funzionano e dove saranno piazzati.

Dopo la sentenza dello scorso 10 aprile della Corte d’Appello che ha decretato lo spegnimento dei Tutor per la violazione del brevetto, sono in arrivo nuovi rivelatori di velocità sulla rete stradale italiana. Ad annunciarlo è stato il prefetto Roberto Sgalla, direttore centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni e per i Reparti Speciali della Polizia dello Stato. “Insieme ad Autostrade per l’Italia individueremo quelle tratte che sono più interessate dall’esodo”. I vecchi rilevatori, dopo la sentenza, sono stati sostituiti con il nuovo sistema SICVe PM approvato con provvedimento del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti N. 3338 del 31 maggio 2017.

Il nuovo rivelatore sarà molto simile al vecchio Tutor e calcolerà i tempi di percorrenza dei veicoli lungo un tratto di strada e non lo sforamento dei limiti in un singolo punto. Sgalla inoltre spera che “la lezione che hanno imparato gli automobilisti di guidare nel rispetto dei limiti possa rimanere”. I nuovi dispositivi verranno inizialmente piazzati entro il 15 luglio in 24-30 tratti autostradali, quelli maggiormente colpiti dal flusso turistico verso le zone balneari, per poi proseguire con la copertura completa su tutto il territorio nazionale nei prossimi mesi. In attesa dell’entrata in attività del nuovo strumento restano comunque attivi gli altri sistemi di controllo della velocità, con le pattuglie di polizia e gli autovelox. L’uso dei Tutor ha ridotto del 70% il numero delle vittime sulla rete autostradale con una diminuzione della velocità di picco degli automobilisti del 25%, secondo i dati diffusi da Autostrade per l’Italia.