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mostro di firenze
Pietro Pacciani, il cosiddetto ‘Mostro di Firenze’ assieme ai compagni di merende Vanni e Lotti

Sono passati ben 33 anni dall’ultimo fatto di sangue commesso dal Mostro di Firenze, ma ora un nuovo ritrovamento riapre tutto.

A distanza di 33 anni si riapre l’ultima azione commessa dal cosiddetto Mostro di Firenze. È questo il nome che la stampa diede all’autore, od agli autori, di una serie di efferati delitti commessi tra il 1968 ed il 1985 a Firenze e dintorni. L’ultimo dei quali vide il duplice omicidio di una coppia di cittadini francesi, Jean-Michel Kraveichvili e Nadine Mauriot. I due vennero barbaramente assassinati agli Scopeti, all’interno della loro tenda. Il quotidiano gigliato ‘La Nazione’ in edicola oggi riporta che adesso si è giunti ad una svolta in merito a quell’avvenimento, dopo che gli investigatori hanno trovato un proiettile nascosto in un cuscino appartenente alle due vittime. Ed il reperto non era mai venuto alla luce prima d’ora. Il reperimento del bossolo è avvenuto in seguito ad una nuova perquisizione disposta dalla Procura del capoluogo toscano, in merito al procedimento contro gli indagati Francesco Caccamo e Giampiero Vigilanti, di rispettivamente 87 e 88 anni.

Mostro di Firenze, si riapre l’ultimo caso di sangue

Si ritiene che questo proiettile, emerso a distanza di 33 anni, possa presentare delle novità nell’ambito di ciò che è stata la storia processuale del Mostro di Firenze. Sull’ogiva sarebbero presenti delle tracce di dna tali da poter dare luogo a procedere con la messa in atto di un test per riconoscere a chi appartenesse. Il proiettile, sparato per colpire le vittime, sarebbe andato a vuoto. E poi è finito con il perdersi. Le vicende del Mostro di Firenze videro indagati tre principali imputati. Si tratta dei cosiddetti ‘compagni di merende’: Pietro Pacciani, scomparso nel 1996, Giancarlo Lotti, morto nel 2002, e Mario Vanni, deceduto invece nel 2009. Per quanto riguarda Pacciani, gli vennero attribuiti in maniera diretta numerosi omicidi di quelli commessi negli 8 fatti di sangue attribuiti al Mostro. Per questo ricevette diversi ergastoli in primo grado, che gli vennero poi tolti in appello. La Cassazione annullò però questa sentenza ed impose un nuovo processo, al quale Pacciani non poté prendere parte perché morì.

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