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Raquel Silva e Mario Biondo
Raquel Silva e Mario Biondo (Getty Images)

I familiari di Mario Biondo, cameraman ritrovato legato in maniera flebile ad una libreria  in casa nel maggio del 2013, vogliono conoscere la verità sulla sua morte

Nei primi giorni di novembre è stata effettuata la terza autopsia sul corpo di Mario Biondo, il cameraman ritrovato senza vita il 30 maggio del 2013 a Madrid, nella casa dove viveva con la moglie Raquel Sánchez Silva. I familiari hanno chiesto nuovi esami, in quanto non vogliono rassegnarsi all’ipotesi del suicidio  sostenendo da sempre che si tratti di un omicidio coperto. Un caso molto intricato quello del cameraman, ricco di retroscena che sembra dunque non aver trovato una chiusura definitiva.

Morte Mario Biondo: le versioni contrastanti e le accuse della famiglia

Secondo quanto riportato da numerose indiscrezioni, ad insospettire la famiglia di Mario Biondo, ritrovato legato ad una libreria, sarebbe il comportamento della moglie. La famosa conduttrice e giornalista spagnola di “Tele Cinco”, secondo quanto dichiarato dai familiari stessi del cameraman, non si sarebbe più fatta sentire dopo i funerali del marito. Inoltre Raquel Sánchez Silva avrebbe fatto pagare le spese delle esequie ai parenti italiani, cercando di vendere gli effetti personali del marito per recuperare i costi. A lasciare numerosi interrogativi ai parenti della vittima sono i molti aspetti controversi della vicenda emersi in questi mesi, tra cui le vacanze a Formentera della Silva dopo una settimana dalla morte del marito, che la coppia aveva prenotato per festeggiare il primo anniversario di nozze. Inoltre, la sorella di Mario ha rivelato che dal computer del fratello sarebbero scomparsi quasi 1 tera di files e probabilmente tra questi ci sarebbe stato il backup del telefono della moglie. Infine, anche le dichiarazioni contrastanti della donna, la quale si è opposta alla riapertura del caso, hanno lasciato qualche dubbio ai parenti. Il giorno stesso del ritrovamento del cadavere di Mario la signora Silva ha affermato che il marito faceva uso di sostanze stupefacenti e le aveva confessato di volersi suicidare. Agli inquirenti la giornalista avrebbe altresì dichiarato di non essere stata in casa già dalla sera del 29 maggio per accompagnare uno zio in ospedale per un’operazione, versione smentita dallo zio stesso che avrebbe ammesso di essersi visto con la donna solo il 30 mattina e non per un intervento, ma per una visita. Anche la tesi riguardante l’uso di droghe è stata smentita dalla moglie stessa che ha poi ritrattato affermando che Mario non si sarebbe voluto suicidare perché una persona vitale.

I familiari restano, dunque, in attesa dei risultati della nuova autopsia e di eventuali altre indagini da parte degli inquirenti per scoprire quanto accaduto quel giorno di maggio di 5 anni fa.

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