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(foto Twitter)
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L’ex campione di Formula 1 Michel Schumacher si trova ormai da due giorni in una stanza “blindata” all’ultimo piano del Centro di neuroscienze dell’ospedale universitario di Losanna. Riesce a comunicare attraverso lo sguardo e i primi, brevi momenti di veglia e di coscienza lasciano ben sperare. Respira con l’ausilio di un ventilatore, ma non ha più bisogno di un macchinario per sopravvivere. Questo fine settimana comincerà il programma riabilitativo. “Servono ancora un paio giorni perché si stabilizzi completamente, dopo il trasferimento da Grénoble. Presto cominceremo a lavorare su di lui”, spiegano i responsabili dell’istituto a “La Repubblica”.

 
“Abbiamo attrezzato anche uno spazio per accogliere i familiari, però non credo che ieri notte abbiano dormito lì”, precisa la portavoce del Centro, Christen Darcy. La moglie e i figli continuano ad assisterlo mantenendo però il più stretto riserbo con la stampa, mentre la manager Sabine Kehm minaccia di querelare chiunque violi la privacy dell’ex campione di F1.

 
“Sarà un percorso molto lungo. Difficile dire quali potranno essere i progressi. Comunque vada, ci vorrà molta pazienza”, ha aggiunto Darcy, sottolineando che il reparto di neurologia diretto dal prof. Richard Frackowiak è uno dei più moderni e attrezzati d’Europa. “Un reparto magico, che coniuga in maniera straordinaria le cure e la ricerca. Non c’è posto migliore dove Schumacher in questo momento si possa trovare”.

 

 

Redazione