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MASERATI MODENA РManfredini di Uilm-Uil chiede un incontro con il sindaco Pighi, con il presidente della Provincia Sabattini e con il presidente della Regione Errani.“C’è grande incertezza, l’azienda è latitante, non risponde alle nostre richieste e cerca di evitare ogni incontro”. Claudio Mattiello, della Fim-Cisl di Modena, boccia il comportamento tenuto dalla proprietà Fiat nei confronti di Maserati: “Abbiamo forte preoccupazione per l’azienda e il marchio storico legato indissolubilmente alla città – dice- Abbiamo bisogno di risposte su una progettualità di risanamento che sta coinvolgendo la Fiat e che non può ignorare la Maserati”.

Dopo l’acquisto da parte della Fiat dello stabilimento ex Bertone, si è sparsa la voce di un trasferimento per incrementare la produzione fino a 50mila vetture all’anno, quota impossibile a Modena date le dimensioni dello stabilimento e il segmento alto del mercato dei mezzi realizzati in via Ciro Menotti.

“Bisogna capire cosa significa ‘altro sito produttivo’- commenta Mattiello- Una cosa è l’allargamento della Maserati nel territorio modenese, tutt’altro discorso invece è la produzione fuori dal territorio modenese.

Le ultimi voci circolanti vanno in questa direzione e ci preoccupano molto”. Dai sindacati, in ogni caso, non viene vista di buon occhio l’operazione di applicare un marchio Maserati ad auto che non siano di lusso.

“Il fatto che l’azienda a Modena non ci dia risposte purtroppo ci sta, perché gli stessi dirigenti modenesi sanno poco di quello che sta succedendo. E’ da Torino che verranno prese le decisioni”. Così William Manfredini di Uilm-Uil in merito alla mancanza di risposte del gruppo Fiat sul ruolo di Maserati.

“Gli incontri in loco senza i dirigenti da Torino servono a poco- sostiene Manfredini- ma abbiamo interlocutori che, non per colpa loro, non ci possono dire cosa sta succedendo per il semplice motivo che non lo sanno”.

La richiesta iniziale è quella di un tavolo istituzionale alla presenza del sindaco Pighi, del presidente della Provincia Emilio Sabattini e del presidente della Regione Vasco Errani: “I lavoratori sono coscientemente preoccupati- dice- non hanno fatto una proposta di lotta senza quartiere, bensì vorrebbero ci fosse interesse da parte delle istituzioni e della politica, anche se ormai è da un mese che non si sente più parlare di questo problema”.

Maserati, comunque, a parere dei metalmeccanici Uil deve rimanere sul territorio modenese: “A Mirandola, Marchionne ha parlato di più siti- continua l’esponente Uilm- dai mormorii che si sentono a Torino, l’acquisizione della Bertone è finalizzata ad ospitare una produzione Maserati di segmento basso, questo perché la ‘casa del tridente’ ha una verniciatura simile a quella Chrysler”.

Ma il Tridente non è piemontese: “A noi interessa far lavorare la Maserati a Modena- attacca Manfredini- se la Fiat vuole fare nuovo prodotto che coinvolga migliaia di unità per il segmento basso, è liberissima di farlo, ma che si continui a fare il prodotto di lusso a Modena, per le maestranze e per le famiglie dei lavoratori”.

Ilrestodelcarlino.it