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L’alcoltest è diventato un sistema di controllo di routine durante i controlli stradali da parte di polizia e carabinieri, soprattutto durante le ore serali. L’automobilista che viene fermato e deve essere sottoposto al test alcolemico ha in ogni caso il diritto di chiedere la presenza del proprio avvocato prima di essere sottoposto all’alcoltest, non solo quando risulta positivo allo stesso. Qualora le forze dell’ordine dovessero procedere con l’alcoltest senza ricordare questo diritto al fermato, i risultati del test dovranno ritenersi nulli, così come le conseguenze penali nel caso in cui il conducente si rifiuti di eseguire l’esame.

A stabilirlo è una sentenza della Cassazione dello scorso 22 marzo e depositata pochi giorni fa, che ha preso in esame o il ricorso di un automobilista condannato dalla corte d’Appello di Trieste a otto mesi di carcere e 1.800 euro di ammenda. L’uomo si era rifiutato di sottoporsi al test dell’etilometro, ma gli agenti non gli avevano chiesto se aveva intenzione di convocare prima il suo avvocato. Quindi la Corte ha dovuto cambiare il giudizio inizialmente espresso in appello, come riportato dal portale di informazione giuridica dirittoegiustizia.it.

Da sottolineare che alla luce di questo pronunciamento un conducente sarà penalmente punibile per il rifiuto al controllo del livello di alcool nel sangue solo nel caso sia stato previamente avvisato della facoltà di farsi assistere da un difensore, che assurge al rango di elemento imprescindibile dell’intera procedura di verifica.

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