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Tiangong 1, la stazione spaziale cinese,  è rientrata sulla Terra alle 2,16 cadendo nell’oceano Pacifico meridionale. Non è stata segnalata nessuna conseguenza fino a questo momento.

Inizialmente si ha avuto paura anche per l’Italia, ma  già qualche ora prima del rientro della stazione spaziale nell’atmosfera era stata totalmente  la possibilità di un impatto sul nostro Paese. La stazione spaziale perse i contatti con la Cina nel 2016 e da allora fu dichiarata fuori controllo.

Il cerchio iniziava a stringersi

Dalle prime ore della mattinata di ieri, l’area a rischio che comprendeva la parte dall’ Americhe all’Oceania, aveva cominciato a restringersi dalle prime ore della mattina di Pasqua: all’inizio era stata esclusa l’America centrale e settentrionale, con gran parte dell’Australia, parte della Nuova Zelanda e il Madagascar. Successivamente con il passare delle ore, erano state escluse  India, Indocina e Africa orientale. L’Italia invece, restava nella fascia che andava da Firenze in giù, ma il rischio degli esperti era considerato molto basso.

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