yara e bossetti
(websource)

Massimo Bossetti è stato condannato all’ergastolo in appello e In Cassazione

 

Quarto Grado però,  prima della sentenza definitiva della cassazione aveva fatto sapere tramite i suoi legali di credere ancora nella giustizia. Queste le parole: “Ci crede ancora, crede nella giustizia, la sua è un’attesa drammatica, il percorso fatto finora è stato faticosissimo, è rimasto solo, ha perso i genitori, gli è rimasta solo Marita e i figli“, ha dichiarato ai microfoni di Rete 4 il legale di Bossetti, l’avvocato Claudio Salvagni.

In diretta era stato mostrato un video che immortalò quei momenti (era la sera del 26 febbraio 2011, quando fu trovato il corpo di Yara Gambirasio nel campo di Chignolo nel Bergamasco): gli uomini della Scientifica in tuta e calzari sono impegnati a controllare la zona, alcuni di loro però si nota chiaramente non indossano i calzari, altri prendono un lembo di slip della piccola vittima in cui è stato rinvenuto il Dna di Bossetti senza le pinzette, uno addirittura pare non indossare i guanti. Hanno dunque sollevato moltissimi dubbi circa il modus operandi degli inquirenti durante il primissimo sopralluogo sul cadavere di Yara a Chignolo, sostenendo che la traccia genetica repertata sugli slip della ragazzina potrebbe essere stata contaminata.

Insomma, non sarebbero state seguite le procedure internazionali. E, a detta della difesa di Bossetti, tutto ciò avrebbe inquinato il lavoro di repertazione compromettendolo. Nel video si nota chiaramente che il l lembo degli slip viene maneggiato varie volte, viene usata sempre la stessa pinzetta. Questo però non è poi servito ai giudici per far cambiare idea e dare almeno uno sconto della pena a Bossetti

Bossetti e la lettera a Mediaset

: yara gambirasio

Dalla progione in cui sta scontando la condanna all’ergastolo confermata nell’ottobre 2018 dalla Cassazione, Massimo Bossetti ha scritto due lettere. Una ad un giornalista di Mediaset e l’altra ai genitori della povera ginnasta uccisa.

Quella indirizzata ai genitori di Yara non è stat resa nota, mentre quella mandata al giornalista è stata postata da sito web di Tgcom:

“Caro Enrico, fai giungere a tutti la voce di un innocente condannato al carcere a vita senza mai potersi difendere”, scrive Bossetti su un foglio bianco a righe. “Questa non è una cosa da paese civile. Io sono innocente e lo griderò finché avrò voce”. E conclude: “Mai smetterò di lottare con i miei avvocati che mi difendono per sincera convinzione e amore di Giustizia”, conclude, “per dimostrare la mia innocenza”.

I giudici però pensano altro e Bossetti dovrà scontare l’ergastolo

 

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