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(websource/archivio)

Nell’incidente aereo verificatosi ieri in Etiopia, tra le otto vittime italiane ci sono anche due coniugi volontari in Africa della provincia di Arezzo.

Ieri in un tragico incidente aereo sono morte 157 persone (149 passeggeri ed 8 membri dell’equipaggio) che si trovavo su un Boeing 737 della Ethiopian Airlines precipitato pochi minuti dopo dal decollo avvenuto ad Addis Abeba. Tra i 149 passeggeri ci sono anche 8 vittime italiane, tra cui tre membri della Onlus di Bergamo Africa Tremila Onlus: una coppia di volontari, l’ex medico Carlo Spini e la moglie Gabriella Vigiani, ed il commercialista bergamasco Matteo Ravasio. I tre si trovavano in Africa per portare avanti progetti di sviluppo per i paesi del continente africano più disagiati. I due coniugi volontari, originari della Toscana, lasciano quattro figli.

Il sindaco di Sansepolcro : “Moderni testimoni di pace

Una tragedia immane quella verificatasi durante la mattinata di ieri nei cieli dell’Etiopia, dove un Boeing 737 della Ethiopian Airlines intorno alle 8: 40, ore locali, si è schiantato al suolo 6 minuti dopo il decollo. L’aereo era partito dalla capitale Addis Abeba e doveva raggiungere la capitale del Kenya Nairobi, ma a pochi minuti dal decollo un problema tecnico ha fatto perdere quota al velivolo che è precipitato nei pressi di Bishoftu (nella regione di Debre Zeit)schiantandosi al suolo. Non ci sono sopravvissuti ed il tragico bollettino parla di 157 vittime (i 149 passeggeri e gli 8 membri dell’equipaggio). Tra i passeggeri del volo anche 8 italiani, quasi tutti appartenenti al mondo del volontariato e della cooperazione internazionale. Tra questi anche la coppia di volontari toscani Carlo Spini e la moglie Gabriella Vigiani  facenti parte della onlus bergamasca Africa Tremila. Insieme ai due anche il anche il commercialista lombardo Matteo Ravasio, tesoriere della onlus. La coppia, proveniente dalla provincia di Arezzo dove avevano lavorato nella struttura ospedaliera di Pieve Santo Stefano e Sansepolcro, lui come medico e lei come infermiera caposala. I due, che lasciano quattro figli, dopo la pensione si erano dedicati al volontariato nel territorio africano. Il sindaco di Sansepolcro  Mauro Cornioli li ha ricordati affermando all’agenzia Lapresse: “Sono moderni testimoni di pace. Con il loro fare cercano di portare la pace tra i popoli, anche in Africa. Hanno una famiglia bellissima. Sono conosciutissimi e stimati, tutti gli vogliono bene. Da tanti anni, anche prima della pensione, viaggiavano per aiutare il prossimo in Africa. Portavano la loro esperienza organizzando tante iniziative qui. Hanno sempre fatto quello in cui credevano“.

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