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(foto Twitter)
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L’articolo 171, c. 2 del Codice della Strada prevede per chi guida la moto senza casco una sanzione immediata (80 euro) dalle Forze dell’Ordine, oltre alla decurtazione di 5 punti della patente del maggiorenne, con il fermo amministrativo del veicolo per 60 giorni. E se l’infrazione viene contestata qualche minuto dopo?

 
E’ la domanda che si è posto, nell’ormai lontano 2006, un uomo che in sella alla sua Vespa 125 si è visto contestare dai carabinieri di Cefalù (Palermo) una violazione commessa esattamente 9 minuti dopo averla commessa.

 
L’episodio ha dato origine a una lunga battaglia legale. In primo grado, il Giudice di Pace di Cefalù ha respinto l’istanza dell’uomo, il quale riteneva illegittima la multa. In appello, invece, la pronuncia del Giudice di Pace è stata riformata dal Tribunale di Palermo che, con la sentenza del 10 gennaio 2012, ha accolto l’opposizione perché “nel merito in particolare manca la prova chiara che il veicolo abbia commesso l’infrazione in quanto non è stato fermato subito”. Il Ministero della Difesa ha quindi proposto ricorso per Cassazione con atto notificato l’11 gennaio 2013, sostenendo che nonostante la contestazione sia avvenuta in ritardo -e questo perché il mezzo procedeva a forte velocità, impedendo agli agenti un intervento immediato -, comunque l’infrazione è stata commessa.

 

Pochi giorni fa, con ordinanza della quarta sezione civile del 26 maggio 2014, n. 11632, gli ermellini hanno cassato la sentenza impugnata e rinviato al tribunale di Palermo (in persona di diverso magistrato), stabilendo così un precedente piuttosto importante e che farà giurisprudenza.

 

 

Redazione