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ponte morandi genova
Il Ponte Morandi a Genova dopo il crollo

Si sta parlando del crollo del Ponte Morandi a Genova non solo per il tragico bilancio delle vittime ma anche per aver sottovalutato il pericolo in passato.

Il crollo del Ponte Morandi a Genova ha causato la morte di 37 persone oltre al ferimento di altre 16. Numeri provvisori, certamente destinati a salire. Mentre sono oltre 400 gli sfollati a causa di questo immane disastro. Che però intanto fa parlare di se anche per un altro motivo, ovvero una certa qual leggerezza con la quale venne trattato lo stato della struttura nel 2012 da parte di qualche esponente del Movimento 5 Stelle. Allora i grillini avevano fatto della lotta contro la realizzazione della nuova autostrada uno dei suoi cavalli di battaglia in Liguria. Nello specifico si trattava della Gronda, l’autostrada di Ponente che avrebbe dovuto unire il capoluogo Genova a Vesima, rimpiazzando il tratto della A10 che passa proprio sul Ponte Morandi e che da sempre è ritenuto pericoloso. Nel 2012 l’allora presidente di Confindustria Genova aveva parlato del “rischio di un crollo entro il 2022”.

Genova, una “favoletta” il rischio di un crollo del Ponte

Una tesi bollata come “inutile allarmismo” da parte di Paolo Putti, consigliere comunale del M5S e tra gli esponenti di spicco del comitato ‘No Gronda’. Che la nuova e più moderna e sicura autostrada non la voleva. “a noi Autostrade ha detto che per altri cento anni può stare in piedi”. Nel 2014 pure Beppe Grillo sul suo blog ed in alcuni incontri con l’elettorato riteneva una “favoletta” il fatto che quel ponte a Genova potesse venire giù. Ma ora quel no alla realizzazione della Gronda pare proprio essere stato minato, ed anche le convinzioni di chi la nuova autostrada non la voleva sono venute meno, dopo questa tragedia che si doveva evitare ad ogni costo.

Da parte del ministro delle Infrastrutture, il pentastellato Danilo Toninelli, arriva uno stop alle polemiche: “Chi le fomenta è uno sciacallo, con questa tragedia bisogna pensare a ben altro”. Gli fa eco Michele Dell’Orco, sottosegretario alle Infrastrutture. Il quale sottolinea che “negli ultimi anni forse il rischio di un crollo è stato sottovalutato”.

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