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Dal prossimo 12 settembre uscirà nelle sale cinematografiche e su Netflix  il film su Stefano Cucchi incentrato sui suoi ultimi 7 giorni di vita .

Stefano Cucchi è noto alla cronaca nera Italiana  per esser morto in circostanze veramente poco chiare mentre si trovava rinchiuso nel carcere di Roma ,Regina Coeli,  il 22 ottobre del 2009 durante la custodia cautelare, scaturendo l’indignazione di molti e soprattutto dando origine a un caso di cronaca giudiziaria che ha coinvolto alcuni agenti di polizia penitenziaria, i medici del carcere ad alcuni carabinieri .

Il film, presentato in anteprima al 75  Festival di Venezia  nella sezione Orizzonti ha ricevuto ben 7 minuti di applausi. Ma non tutti hanno apprezzato il lungometraggio.

Ilaria Cucchi risponde alle polemiche

Sembra che alle forze dell’ordine il film non sia piaciuto molto soprattutto perchè sembra che a finanziare il film di Alessio Cremonini sia stato proprio lo stato contribuendo con 600 mila euro.

L’organo di rappresentanza dei Carabinieri, Cocer, avrebbe dichiarato che : “ci sarebbe da indignarsi se si accertasse che lo stesso è stato prodotto con il contributo dello Stato”. “Apparirebbe alquanto strano che, con un processo ancora in corso per appurare la verità, organi dello Stato abbiano finanziato un film che sposta in una sala cinematografica un processo che proceduralmente, in uno Stato di diritto, andrebbe svolto in un’aula di Tribunale.

Anche il presidente nazionale di Fsp Polizia di Stato Franco Maccari, ha espresso l’indignazione asserendo:”  È impossibile contenere lo sdegno per l’ennesima storia di ordinaria criminalizzazione di chi veste una divisa. A quando un film sul carabiniere Giangrande ferito a Palazzo Chigi? O sui poliziotti uccisi dal terrorismo rosso? A quando un film, pagato dallo Stato, sugli eroi in divisa? Basta con le gogne, le piaghe e le cicatrici che tanti appartenenti alle Forze dell’Ordine portano a vita ‘sulla loro pelle.

A rispondere alle polemiche di coloro che tra l’altro ancora non hanno visto il film, è stata Ilaria Cucchi, la valorosa  sorella di Stefano che a distanza di anni cerca ancora delle risposte alla morte tragica e insensata del fratello.

“Rimango basita, avevo ricevuto la loro solidarietà personale per quanto accaduto a mio fratello quando venni ricevuta da loro insieme al comandante generale dell’Arma Tullio Del Sette”.

“Ho rispetto per loro e li invito a guardare il film insieme a me e la mia famiglia. Dopodiché vedremo se se la sentiranno ancora di parlare di gogna mediatica… Sono certa che quando lo avranno visto cambieranno parere e mi abbracceranno come è già successo con il Generale Del Sette.Io ho rispetto per tutte le divise e lo avrò sempre ma per quelle vere, come ho dimostrato ampiamente e ho avuto modo di affermare a due ministri della giustizia, al comandante della polizia Franco Gabrielli e a due Comandanti Generali dell’Arma.

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