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Polizia stradale

Fermato dalla Polstrada: l’avvocato più brillo dell’automobilista

A Feltre, in provincia di Belluno, durante un controllo di routine da parte della polizia stradale, a un automobilista viene chiesto di essere sottoposto ad alcoltest, ricordandogli del diritto di potersi avvalere di un avvocato prima di soffiare nell’apposito dispositivo. l’autista sceglie di avvalersi della presenza del suo legale di fiducia che viene rintracciato e si precipita sul posto. Ma qui l’incredibile sorpresa: l’avvocato risulta più ubriaco del suo assistito.

Come racconta ‘Il Corriere delle Alpi’ l’avvocato ha stabilito un valore addirittura superiore a quello del suo assistito: 1,21 contro 0,82. Infatti prima di arrivare sul luogo del fermo, all’altezza di un distributore di carburanti, nella zona del Foro Boario, stava festeggiando con degli amici e aveva bevuto due birre medie e un caffè. Con la scusa di soffiare nell’etilometro, per verificarne il corretto funzionamento, il legale è risultato positivo all’alcoltest andando ben oltre il limite consentito di 0.5. Meno male che era a piedi e non in macchina: in ogni caso gli è stata contestata l’ubriachezza manifesta e, per estinguere il procedimento, dovrà pagare una sanzione amministrativa pari a 102 euro. Inoltre è stato segnalato al suo ordine professionale e al prefetto. Secondo gli agenti avrebbe tenuto un atteggiamento poco consono al ruolo che ricopre: voce alta, sguardo di sfida e qualche espressione maleducata. Inutile anche il tentativo di contattare i carabinieri, per confrontare il rendimento delle apparecchiature.

L’automobilista, che ha fatto 0,82 sia al primo che al secondo tentativo. Un valore di poco superiore alla soglia penale, che in caso di condanna prevede un’ammenda 800 a 3.200 euro, l’arresto fino a sei mesi e la sospensione della patente da sei mesi a un anno. Ma la domanda che tutti si pongono è… Come finirà la vicenda dell’avvocato nelle aulee di tribunale?