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Fabrizio Corona
Fabrizio Corona (foto dal web)

La Procura di Milano chiede che venga revocato l’affidamento terapeutico in prova a Fabrizio Corona che, nel caso la domanda venisse accettata, potrebbe tornare in carcere

Entrò lunedì prossimo, il Procuratore Generale di Milano, Avvocato Nunzia Gatto, depositerà in Cassazione il ricorso avverso la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano che ha confermato l’affidamento territoriale a Fabrizio Corona, in quanto ritenuto autore di un “percorso positivo”.

Fabrizio Corona: la Procura chiede il ritorno in carcere per alcune violazioni

Il Procuratore Generale di Milano, Avvocato Gatto, come già aveva rappresentato alcune settimane fa durante un’udienza, resta dell’avviso che l’ex re dei paparazzi debba scontare la propria pena in cella e per questo motivo ha deciso di proporre un ricorso in Cassazione. Secondo l’avvocato generale, le violazioni commesse da Corona sarebbero numerose. Una fra tutte l’“ospitata rissosa” al Grande Fratello Vip quando ingaggiò la ormai ben nota lite con la conduttrice del programma Ilary Blasi, ad oggi ritenuta dai legali di Corona frutto di un semplice accordo per incrementare l’audience della trasmissione. Per il Procuratore, invece, questa sarebbe stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Da giugno ad oggi, le violazioni delle prescrizioni imposte dalla legge sarebbero all’ordine del giorno. Per non parlare di quanto accaduto il 1° marzo scorso quando, solo dopo tre giorni essere uscito dal carcere, Corona fece uscire delle foto che lo ritraevano insieme all’allora compagna Silvia Provvedi in atteggiamenti affettuosi, nonostante il divieto assoluto del Tribunale di utilizzare i social. Nello specifico quelle commesse da Corona, secondo l’Avvocato Gatto, sarebbero delle violazioni all’articolo 94 del testo unico sugli stupefacenti che prevede “l’affidamento in prova in casi particolari” con specifiche prescrizioni (ad esempio divieto di consumare droga e colloqui regolari con servizi sociali). Tale normativa rimanda anche alle prescrizioni contenute nell’articolo 47 della legge sull’ordinamento penitenziario, fra le quali rientrano il divieto di allontanarsi dalla Regione Lombardia e quello di frequentare persone pregiudicate e il rispetto di alcuni orari stabiliti. Stamane, dunque, il magistrato ha sostenuto che l’affidamento terapeutico concesso nel febbraio scorso all’ex agente fotografico debba essere revocato e con effetto retroattivo. Se questa domanda venisse accolta dalla Suprema Corte, Corona dovrebbe tornare in carcere per scontare gli ultimi due anni di pena rimasti e quella scontata sino ad ora in affidamento verrebbe cancellata.

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