Piazza San Carlo Torino
Piazza San Carlo, Torino, subito dopo la drammatica fuga dei tifosi bianconeri (Getty Images)

A seguito della tragedia di Piazza San Carlo, verificatasi a Torino durante la finale di Champions League dello scorso anno, la Cassazione ha confermato la decisione dei giudici Torinesi.

Il 3 giugno 2017 si giocava la finale di Champions League, la competizione europea più ambita dai club del vecchio continente, che vedeva di fronte Juventus e Real Madrid. A Torino, precisamente a Piazza San Carlo, erano stati installati dei maxi schermi per permettere a migliaia di tifosi di assistere all’evento che si stava svolgendo a Cardiff, capitale del Galles. Il clima di festa e goliardia, senza un apparente motivo, veniva interrotto: la folla iniziava ad ondeggiare, grida, panico e poi la tragedia. Più di 1500 feriti, vetri, sangue ovunque e una donna perdeva la vita a causa dello schiacciamento della folla. In un primo momento si pensava ad un attentato, le indagini hanno poi accertato ben altro.

La decisione della Cassazione sulla tragedia in Piazza San Carlo a Torino

Il 13 aprile 2018 veniva arrestato un gruppo di italiani di origine magrebina ritenuto responsabile, secondo gli inquirenti, di aver spruzzato dello spray urticante al fine di rapinare i presenti in Piazza, scatenando così il caos e dando il via ad una isteria generale sfociata in tragedia. Il reato contestato dai pubblici ministeri Roberto Sparagna e Paolo Scafi della Procura di Torino ad alcuni componenti della banda, è quello di omicidio preterintenzionale e per questo motivo hanno richiesto l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere. Le difese degli indagati hanno proposto ricorso in Cassazione, ma i giudici della Suprema Corte lo hanno rigettato. Secondo il Procuratore Generale della Cassazione, infatti, chi spruzza dello spray urticante al fine di compiere dei furti non può che essere accusato del reato contestato oggi ad alcuni ragazzi della banda.

La Cassazione dunque ha rigettato, quindi, il ricorso di Sohaib Bouimadaghen, soprannominato “budino” ed ha confermato che ci sono tutti gli estremi per poter procedere nei confronti della banda per omicidio preterintenzionale. Questa vicenda, ovviamente, ha visto anche altre figure coinvolte a causa delle carenze nell’organizzazione e nella gestione dell’evento in piazza. L’allora Prefetto di Torino Renato Saccone, il vicecomandante della Polizia Municipale nonché di cinque vertici della Commissione Provinciale di Vigilanza. Per quanto riguarda Saccone, il Gip di Torino ha ritenuto archiviare la sua posizione, in quanto avrebbe agito in modo corretto. Il 20 dicembre, invece, riprenderà l’udienza preliminare per il Sindaco Chiara Appendino e dell’ex Questore, tutti chiamati a rispondere delle falle nell’organizzazione dell’evento. Le accuse: omicidio, disastro e lesioni colpose.

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