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Marco Vannini omicidio
Marco Vannini continua a presentare ancora domande senza risposte (websource/archivio)

“Marco è morto e queste persone che hanno ucciso mio figlio la fanno franca”. Giustamente non vuole mollare mamma Marina, la donna che insieme a suo marito ha perso Marco Vannini, il ragazzo di 20 anni ucciso a Ladispoli con uno sparo alla spalla in casa dei suoceri, madre e padre della sua fidanzata. Marina è arrabbiata come la maggior parte degli italiani che sta vivendo questa ennesima ingiustizia. Ad Antonio Ciontoli, che ha sparato a suo figlio, soltanto 5 anni di prigione. “La vita di Marco non vale cinque anni di carcere”,  dice la donna a Mediavideo in un intervista

Alfonso Bonafede, Ministro della Giustizia, nei prossimi giorni riceverà i genitori di Marco. Il Ministro, dopo aver esaminato il caso, ha deciso di ascoltarla. “Gli dirò che ci sono tanti elementi nell’inchiesta che non sono stati presi in considerazione”,  e tra questi il luogo dello sparo dice la donna con la voce rotta dal dolore.

E po la voce di Martina, la fidanzata di Marco, intercettata in caserma dei carabinieri che dice: “Ho visto quando papà gli ha puntato la pistola e gli ha detto: ti sparo”. Una prova evidente che la ragazza era sulla scena del crimine “E poi non è stato fatto lo scrab a tutti”, precisa Marina, “la casa non è stata sequestrata. Ci sono troppi buchi neri”. 

 “Vogliamo giustizia”, conclude la madre, “e Marco in questo momoento è il simbolo di una giustizia inesitente”. Cosi ha chiuso Mamma Marina, e noi siamo con lei

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