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Stefano Cucchi
Stefano Cucchi (foto dal web)

Oggi, nel corso di un’udienza del processo relativo al filone di inchiesta sui depistaggi legati alle condizioni di salute di Stefano Cucchi, il pm ha parlato di una relazionemedica segreta in mano ai Carabinieri svolta prima dell’autopsia.

Si è svolta oggi un’altra udienza del processo relativo al filone di inchiesta sui depistaggi legati alle condizioni di salute di Stefano Cucchi, il 32enne morto nell’ottobre del 2009. In apertura d’udienza, secondo quanto riportato dalla redazione di Tgcom24, è emersa una relazione medica effettuata il 30 ottobre del 2009, prima dell’autopsia sul corpo del geometra romano, finora tenuta segreta. Nel documento in mano ai Carabinieri, secondo quanto evidenziato dal pubblico ministero Giovanni Musarò si sottolineava che: “la lesività delle ferite allo stato non consentiva di accertare con esattezza le cause della morte“.

Caso Cucchi: la relazione segreta effettuata prima dell’autopsia sul corpo del geometra 32enne

Nuovi dettagli relativi alla morte del geometra 32enne Stefano Cucchi, il ragazzo deceduto il 22 ottobre 2009 all’ospedale Sandro Pertini dopo una settimana di reclusione al carcere di Regina Coeli di Roma, dove era stato rinchiuso con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. In apertura di una nuova udienza del processo contro 5 carabinieri relativo al filone d’indagine sui depistaggi sulle condizioni di salute del ragazzo, il pubblico ministero Giovanni Musarò ha rivelato l’esistenza di una relazione medica segreta effettuata prima dell’autopsia sul corpo del geometra romano ed in mano ai Carabinieri. Nel documento, datato 30 ottobre 2009, sottolinea il pm si legge che: “la lesività delle ferite allo stato non consentiva di accertare con esattezza le cause della morte“. Questa relazione firmata dal medico legale Dino Tancredi, evidenzia la necessità di ulteriori approfondimenti per definire con certezza le cause della morte di Cucchi, anche se in quei giorni l’Arma affermò che i medici legali avessero escluso il nesso di causalità tra la morte di Cucchi e le percosse ricevute. Negli accertamenti preliminari, negati anche all’avvocato della famiglia Cucchi, si parlava di due fratture (non precedenti), oltre a un’insufficienza cardio circolatoria acuta e si sottolineava che non fosse possibile stabilire con certezza le cause della morte. In relazione a questa circostanza il pm Musarò ha affermato in aula: “Se il medico nel 2009 non poteva sapere il motivo della morte di Cucchi, allora come è possibile che i carabinieri già lo sapessero?” ed in riferimento agli atti ufficiali del comando dei carabinieri di Roma: “Erano anticipate -sottolinea Musarò- le conclusioni di consulenti che il pm non aveva ancora nominato con riferimenti e risultati parziali dell’autopsia”. La relazione conclude il pubblico ministero: “Era talmente segreta da essere negata anche alle parti“.

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