Riccardo Casamassima (foto dal web)

Il brigadiere dei carabinieri, Riccardo Casamassima, teste chiave nel processo di Stefano Cucchi, ha rilasciato un’intervista all’agenzia stampa Dire.

Riccardo Casamassima, il carabiniere che tre anni fa con le sue dichiarazioni sul caso Stefano Cucchi fece riaprire il processo, ha rilasciato un’intervista all’agenzia di stampa Dire. Il carabiniere ha parlato del caso di Marco Vannini, il ragazzo ucciso da un colpo di pistola esploso in casa della fidanzata nel maggio del 2015. Secondo Casamassima esiste “un sistema da Serena Mollicone a Cucchi e Vannini con cui si intimidiscono le persone, per farle tacere, per non denunciare“.

L’intervista del brigadiere dei carabinieri Riccardo Casamassima all’agenzia Dire

Nei giorni scorsi il carabiniere Riccardo Casamassima, teste chiave nel caso Cucchi, aveva espresso la sua solidarietà verso Davide Vannicola, l’uomo che ha rilasciato un intervista a Le Iene in merito al caso di Marco Vannini facendo emergere nuovi dettagli. Vannicola all’inviato Giulio Golia aveva riferito delle confidenze fattegli dall’ex comandante dei Carabinieri di Ladispoli, Roberto Izzo, gettando nuove ombre sulla morte del 20enne di Cerveteri. Casamassima è tornato a parlare del caso Cucchi e di quello di Vannini in un’intervista rilasciata all’agenzia Dire spiegando inizialmente di essere stato trasferito in un altro reparto, quello aeroportuale di Ciampino, dove “dove vengono mandati i carabinieri che denunciano“. “Ho subito -prosegue il brigadiere- continui tentativi di delegittimazione, procedimenti disciplinari fino all’ultimo processo del 21 maggio prossimo in cui sarò parte offesa e davanti al gup di Roma ci sarà l’udienza sui depistaggi per la morte di Stefano Cucchi. A processo ci saranno 8 tra ufficiali e graduati tra i quali anche un appuntato che ha provato a screditarmi e che già davanti al pm ha ammesso che due ufficiali lo hanno obbligato a redigere la relazione in quel modo“. Casamassima prosegue affermando: “Esiste un sistema da Serena Mollicone a Cucchi e Vannini con cui si intimidiscono le persone, per farle tacere, per non denunciare. E io faccio scuola, come sostiene il mio avvocato Simona Gasperini, io sono un monito per gli altri. Forse per questo il comandante generale dei Carabinieri, Giovanni Nistri, mi offende, mi insulta, mi chiama ‘delinquente e stalker’ e non vuole ricevermi a rapporto“. Il brigadiere, come riporta l’agenzia Dire, parla di ‘effetto Casamassima’ che “segna tante vicende ormai note in cui è coinvolto personale dell’Arma dei Carabinieri che hanno tutte in comune una strategia della paura che lascia di fatto le persone che parlano senza tutele“.

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