Boeing 737 Ethiopian Airlines
Boeing 737 Ethiopian Airlines (Getty Images)

Secondo un’indiscrezione del New York Times, dopo il primo incidente aereo in Indonesia, i vertici della Boeing nel corso di un incontro rifiutarono le richieste di modifiche al velivolo da parte dei sindacati dei piloti.

Nell’ottobre del 2018, subito dopo l’incidente aereo del Boeing del 737 Max in Indonesia che costò la vita a 189 persone, emerge che il colosso statunitense non accettò le modifiche sul sistema elettronico di assistenza al decollo. A riportare l’indiscrezione è il quotidiano statunitense New York Times il quale rivela nuovi dettagli sul disastro aereo consumatosi il 29 ottobre dello scorso anno nel mare di Giacarta. Secondo quanto riportato dal quotidiano newyorchese, dopo la tragedia vi fu un incontro “burrascoso” tra i dirigenti della Boeing ed i sindacati dei piloti, durante il quale quest’ultimi chiesero di effettuare delle modifiche al sistema elettronico di assistenza al decollo, ma i vertici della società rifiutarono la proposta ritenendo sicuro il velivolo.

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Boeing: i dirigenti respinsero modifiche dopo il primo incidente

Gli investigatori sono al lavoro per far chiarezza sulle cause ed accertare le dinamiche dei due incidenti aerei degli scorsi mesi che hanno portato alla morte di 346 persone. Il primo dei due disastri si verificò in Indonesia il 29 ottobre del 2018 quando un Boeing del 737 Max della Lion Air si inabissò nel mare di Giacarta a pochi minuti dal decollo. Il 10 marzo scorso, uno stesso modello in forza alla compagnia aerea Ethiopian Airlines si è schiantato al suolo anche in questo caso pochi minuti dopo il decollo da Addis Abeba in Etiopia. Secondo quanto riportato dal quotidiano statunitense New York Times, dopo il primo incidente vi fu un “burrascoso incontro” tra i dirigenti della Boeing ed i sindacati dei piloti. Quest’ultimi avrebbero chiesto delle modifiche al sistema elettronico di assistenza al decollo del 737 Max, ma i dirigenti dell’azienda americana respinsero le richieste sostenendo che il velivolo fosse sicuro. Il quotidiano americano rivela, inoltre, che uno dei vicepresidenti della Boeing si limitò a dire che la società stava valutando solo eventuali imperfezioni o difetti relativi al design dell’aereo.

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