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Api-Ip benzina
© Getty Images

Prezzi carburante ai masismi dal 2015. Codacons chiede l’invio dei Nas.

Sale il prezzo del petrolio e la benzina vola alle stelle: il prezzo medio è salito a 1,60 euro, ai massimi dal luglio 2015. Stavolta gli automobilisti chiedono l’invio dei Nas ai distributori, mentre le associazioni degli agricoltori lanciano l’Sos sull’effetto a valanga che l’aumento del prezzo dei carburanti avrà sull’85% dei prodotti.

Secondo Quotidiano energia oggi 16 maggio 2018 in modalità self service la benzina costa in media 1,615, mentre in modalità servito la media è pari a 1,739 euro al litro. Stando alla tabella del Mise, il gasolio ha toccato quota 1,483 euro al litro nel prezzo medio, ai massimi, in questo caso, dal giugno 2015, per quanto riguarda invece il servito il prezzo medio praticato è di 1,614 euro. Il Gpl, infine, va da 0,631 a 0,657 euro (no-logo a 0,623).

L’allarme di Coldiretti, la richiesta del Codacons

Coldiretti lancia l’allarme sui prezzi dei prodotti alimentari che subiranno inevitabilmente un rialzo. L’aumento è destinato a contagiare l’intera economia perchè se salgono i prezzi del carburante si riduce il potere di acquisto degli Italiani che hanno meno risorse da destinare ai consumi mentre aumentano i costi per le imprese. “A subire gli effetti dei prezzi dei carburanti e’ anche l’intero sistema agroalimentare dove si stima che un pasto percorra in media quasi 2mila chilometri prima di giungere sulle tavole”, conclude la Coldiretti.

Il Codacons chiede “ai Nas di indagare sui recenti rincari dei listini”. “Nelle ultime ore – spiega l’associazione – i listini di benzina e gasolio sono sensibilmente aumentati, al punto che per un litro di diesel si spende oggi il 3,3% in più rispetto al mese scorso”. Rincari “anche per la benzina, che aumenta alla pompa del +2,8% al punto che per un pieno di carburante si spendono oggi 2,3 euro in più rispetto al mese scorso”, continua il Codacons. Sulle quotazioni del petrolio “pesa la tensione tra Iran e Stati Uniti, ma gli effetti sui listini alla pompa sono troppo veloci e danneggiano le tasche dei consumatori”, sottolinea il presidente del Codacons, Carlo Rienzi per cui si tratta di “una speculazione che potrebbe configurare una forma di aggiotaggio, e per tale motivo chiediamo ai Nas di attivarsi per verificare come sia possibile che il prezzo alla pompa aumenti al solo annuncio di tensioni in Medioriente, nonostante il petrolio venduto oggi sia stato acquistato nei mesi scorsi, quando le quotazioni erano decisamente inferiori ai prezzi odierni”.