Amanda Knox
Amanda Knox durante un’udienza del processo per l’omicidio di Meredith Kercher (Getty Images)

Amanda Knox, la ragazza statunitense assolta quattro anni fa insieme all’ex fidanzato Raffaele Sollecito nel processo per l’omicidio di Meredith Kercher, tornerà domani in Italia per la prima volta. La statunitense sarà ospite al festival della Giustizia penale di Modena che si terrà dal 13 al 15 giugno.

Amanda Knox tornerà in Italia a quattro anni dall’assoluzione definitiva nel processo per l’omicidio di Meredith Kercher, consumatosi il 1° novembre 2007. La ragazza, che in Italia ha trascorso in carcere tre anni, parteciperà ad uno degli incontri del festival della Giustizia penale di Modena. La ragazza 31enne arriverà a Milano per poi raggiungerà il capoluogo di provincia emiliano insieme alla madre, Edda Mellas, ed al fidanzato Cristhoper. Ad annunciarlo è stata la stessa ragazza statunitense che sul proprio profilo Twitter ha commentato l’invito per la partecipazione all’evento.

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Amanda Knox torna in Italia: ospite al festival della Giustizia penale di Modena

Il 27 marzo 2015 la Corte di Cassazione assolse definitivamente Amanda Knox e Raffaele Sollecito, la coppia di fidanzati che era stata accusata dell’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, uccisa in una villetta di Perugia 1° novembre 2007. Ad oltre quattro anni dalla definitiva assoluzione, Amanda Knox, tornerà in Italia per la prima volta domani, giovedì 13 giugno. La ragazza, che aveva lasciato il nostro paese il giorno dopo la sentenza della Suprema Corte, prenderà parte ad uno degli incontri del festival della Giustizia penale di Modena che si terrà dal 13 al 15 giugno. Il festival è organizzato dalla Camera penale del capoluogo di provincia emiliano e da “Italy Innocence Project“, un organizzazione no profit che si occupa delle errate condanne, ed il suo tema principale saranno gli errori commessi dalla Giustizia. Secondo quanto riportato dalla redazione di Skytg24, nello specifico nell’incontro alla quale presenzierà la ragazza statunitense si parlerà del “Processo mediatico”. La Knox arriverà in Italia insieme alla madre, Edda Mellas, ed al fidanzato Cristhoper. Sul proprio profilo Twitter, la ragazza statunitense ha scritto: “L’Italy Innocence Project non esisteva ancora quando sono stata condannata erroneamente a Perugia. Sono onorata di accettare il loro invito a parlare agli italiani in questo storico evento e tornare in Italia per la prima volta“. La partecipazione all’evento non ha lasciato indifferenti ed ha scatenato alcune polemiche. L’avvocato difensore di Meredith Kercher, Francesco Maresca, ha commentato: “Una decisione inopportuna – riporta Skytg24Amanda Knox dovrebbe tenersi stretta la sentenza di assoluzione senza tentare di trovare consensi“.

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Amanda Knox torna in Italia: l’omicidio di Meredith Kercher

La studentessa inglese Meredith Kercher, in Erasmus a Perugia fu uccisa il primo novembre 2007 nella sua casa presa in affitto, una villetta sita in via della Pergola. Per l’omicidio della ragazza 22enne, ritrovata senza vita con una ferita alla gola provocata da un coltello, vennero arrestati pochi giorni dopo la sua coinquilina Amanda Knox, il fidanzato di quest’ultima Raffaele Sollecito ed un cittadino ivoriano, Rudy Guede, tutti condannati in primo grado. In appello i giudici di Perugia assolsero Knox e Sollecito nel 2011 per l’omicidio, ma condannarono a 3 anni di reclusione, già scontati, la ragazza per calunnia ai danni di Patrik Lumumba, il quale era stato accusato da quest’ultima di aver commesso il delitto. La Corte di Cassazione due anni dopo annullò la sentenza per un nuovo processo di secondo grado che si concluse con la condanna della coppia di fidanzati. La vicenda giudiziaria si concluse nel marzo 2015, quando Amanda e Raffaele sono stati assolti definitivamente dalla Corte di Cassazione “per non aver commesso il fatto”. La vicenda giudiziaria è stata al vaglio anche della Corte europea per i diritti umani che ha condannato l’Italia a risarcire la Knox per aver violato il diritto alla difesa dell’imputata nell’indagine sull’omicidio di Meredith. L’unico condannato in via definitiva per l’omicidio della studentessa inglese è stato Rudy Guede in concorso con ignoti a 16 anni di reclusione. L’uomo dopo 9 anni di reclusione è stato ospitato in una comunità di recupero e nel 2016 ha chiesto la revisione del processo, richiesta di revisione respinta nel gennaio 2017 dalla corte d’appello di Firenze.

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