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MILANO DOMENICA A PIEDI РTRa domenica a piedi finita con risultati deludenti, e un´altra Рla prossima Рche a questo punto è quasi sicura, nonostante lo stesso sindaco Moratti già annunci un blocco soft. In mezzo, sei giorni in cui la circolazione delle auto nell´area Ecopass sarà a singhiozzo, legata ai responsi quotidiani dei bollettini Arpa e tenuta sotto osservazione da pattuglie dei vigili che, almeno per i primi giorni, hanno l´ordine di non multare troppo ma di spiegare.

Confusione sovrana, insomma. Anche perché ieri ci si aspettava che il blocco della circolazione di domenica avesse abbassato le polveri sottili. Opposto il verdetto dei dati Arpa: 52 microgrammi al metro cubo di Pm10 a Città Studi, 62 al Verziere e 66 in via Senato. Valori che portano a 19 giorni consecutivi la serie di sforamenti della soglia di allarme. Con i bollettini che prevedono fino a giovedì condizioni favorevoli all´accumulo del Pm10, diventa quasi certo un nuovo stop per la prossima domenica. Forse per prevenire una parte delle critiche (ma tirandosene addosso molte altre) ieri il sindaco Moratti ha spiegato: «Resta l´automatismo del piano antismog, ma con la dovuta flessibilità. Ci sono tanti modi per attuarlo: si possono stabilire orari diversi e dare delle deroghe». Replica a stretto giro Roberto Caputo, vicecapogruppo del Pd in Provincia: «Se quello di domenica scorsa è stato solo un pannicello caldo, la prossima sarà una pagliacciata».

In attesa di certezze maggiori sullo stop festivo, da ieri in area Ecopass Рdalle 7,30 alle 19,30 Рpossono circolare solo i veicoli benzina Euro 3, 4 e 5 e i diesel Euro4 con filtro antiparticolato e Euro5. Deroghe sono state concesse ai veicoli per il trasporto di merci deperibili e a diverse altre categorie. Già domenica il vicesindaco De Corato aveva annunciato tolleranza nei primi giorni, più informazioni e meno multe (da 155 euro). E in effetti, ieri, ai 43 varchi di accesso all´area Ecopass si potevano vedere le pattuglie dei vigili che, in molti casi, osservavano il flusso di auto senza intervenire, se non per dare informazioni agli automobilisti che le chiedevano. Per il Codacons ne derivano ingorghi intorno al centro ancor più dannosi del solito, e anche De Corato ammette: «È naturale che il primo giorno possa esserci qualche difficoltà».

Un quasi “liberi tutti”, insomma, che riguarderebbe anche la met√† abbondante dei mezzi commerciali che normalmente entrano in area Ecopass. Un motivo di protesta contro il blocco √® stato ribadito dal delegato dell¬¥Unione del commercio Simonpaolo Buongiardino: ¬´Il nostro settore √® in difficolt√†, si eviti che cittadini e turisti trovino gli scaffali vuoti¬ª. Chiedono, i commercianti, l¬¥aumento dei permessi o una fascia oraria per il carico e scarico. Andrea Poggio di Legambiente ammonisce: ¬´Il Comune non si faccia spaventare dalle proteste degli ultimi commercianti con vecchi furgoni e faccia ridurre le emissioni¬ª. Le associazioni ambientaliste saranno sabato in piazza Scala per un “colpo di tosse” di protesta.

Resta aperta, a questo punto, la questione riscaldamento. Il Comune si è affrettato a spiegare che le polveri ancora alte dipendono anche dalle caldaie. L´ordinanza sindacale impone che vengano abbassate di un grado e accese per un´ora in meno. Ma chi controlla? Spiega Dario Guazzoni, presidente milanese dell´Anaci, l´associazione degli amministratori di condominio: «Il Comune ci ha chiesto collaborazione e noi abbiamo girato l´ordinanza alle ditte che gestiscono gli impianti centralizzati di circa 30mila stabili civili. Obbediranno? Ho molti dubbi».

Repubblica.it

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