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Stazione di servizio
©Getty Images

Matteo Salvini, neo leader del centrodestra, in campagna elettorale aveva promesso l’eliminazione delle sette più vecchie accise sul carburante che partono dal 1935. In un intervento a Radio 24 aveva preventivato di togliere alcune tasse ormai obsolete: “E’ immorale che chi fa benzina paga ancora la guerra in Etiopia”.

Le accise pesano sul costo finale della benzina per 72 centesimi al litro, del gasolio per 61 centesimi, del GPL per 26 centesimi, per pochi centesimi sul metano. “Meno tasse e meno burocrazia”, ha detto successivamente il numero uno del Carroccio, “è il primo impegno che manterrò. Partirò subito abbassando il prezzo della benzina che oggi per gli italiani è la più cara d’Europa per colpa di tasse e accise ormai senza senso” e lo farò “durante il primo consiglio dei ministri”.

L’accisa è un’imposta statale indiretta, vale a dire che la paga il produttore che poi la gira al consumatore. Matteo Salvini conferma quanto promesso e al primo consiglio dei ministri proporrà l’abolizione, anche se resta da capire se avrà la maggioranza parlamentare e come vorrà compensare le minori entrate, dato che pare voglia eliminare tutte le accise. Nell’attesa di saperne di più vediamo quali sono le accise che gravano sul costo dei carburanti.

  • 1,90 lire (0,000981 euro) per il finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935-1936;
  • 14 lire (0,00723 euro) per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;
  • 10 lire (0,00516 euro) per la ricostruzione dopo il disastro del Vajont del 1963;
  • 10 lire (0,00516 euro) per la ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze del 1966;
  • 10 lire (0,00516 euro) per la ricostruzione dopo il terremoto del Belice del 1968;
  • 99 lire (0,0511 euro) per la ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976;
  • 75 lire (0,0387 euro) per la ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980;
  • 205 lire (0,106 euro) per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;
  • 22 lire (0,0114 euro) per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996;
  • 0,02 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;
  • 0,005 euro per l’acquisto di autobus ecologici nel 2005;
  • 0,0051 euro per far fronte al terremoto dell’Aquila del 2009;
  • da 0,0071 a 0,0055 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011;
  • 0,04 euro per far fronte all’arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011;
  • 0,0089 euro per far fronte all’alluvione che ha colpito la Liguria e la Toscana nel novembre 2011;
  • 0,082 euro (0,113 sul diesel) per il decreto “Salva Italia” nel dicembre 2011;
  • 0,02 euro per far fronte ai terremoti dell’Emilia del 2012.