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Sebastian Vettel (©Getty Images)

F1| Vettel attacca ancora: “Troppi piloti lagnosi”

Dopo essersela presa con le persone che continuano a criticare il Circus quando ci sono corse senza sorpassi, al termine del GP dell’Austria Sebastian Vettel ha tirato una frecciata pure ai suoi colleghi, colpevoli di essere dei lamentosi. A scatenare la rabbia del ferrarista, sono state, come facilmente immaginabile, le 3 posizioni di penalità sulla griglia di partenza del round del Red Bull Ring, per aver rallentato Carlos Sainz durante la seconda fase delle qualifiche.

In quel frangente, i commissari pur avendo creduto alla buona fede del tedesco e alla sua giustificazione sul non aver ricevuto alcuna indicazione circa l’avvicinamento della Renault da parte muretto, non gli avevano perdonato il non essersi spostato dalla traiettoria ideale a fronte dei noti problemi di visibilità posteriore degli specchietti della sua SF71-H.

“Ormai il libro delle regole è diventato troppo grande e credo sia il risultato di tutti noi driver che siamo andati lì in direzione gara a piangere e a lamentarci, ‘lui ha fatto questo, l’altro ha fatto quest’altro’. A mio avviso le questioni dovrebbero essere lasciate a noi. Dovrebbero permetterci di risolverle in pista”, ha sottolineato il quattro volte iridato.

In effetti l’episodio di sabato scorso si sarebbe concluso a tarallucci e vino se gli steward non si fossero messi in mezzo. Da subito, infatti, l’iberico vittima del rallentamento aveva difeso l’avversario. “Spesso è colpa degli ingegneri che non avvisano quando sopraggiunge qualcuno”, aveva detto.

Per dovere d’immagine concorde con il provvedimento preso contro il #5 il direttore di gara Charlie Whiting ha ammesso che forse si poteva essere meno duri considerato che Sainz è comunque riuscito a passare al Q3. “L’impatto è stato lieve, dunque si poteva risolvere con un ‘nessun danno, nessun fallo’, ma al momento non è la direzione che abbiamo intrapreso. Ne stiamo discutendo, però non qualcosa di cui si occuperemo nell’immediato”, ha archiviato la questione.

Chiara Rainis