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Grid girls GP Monza 2017 (©Getty Images)

La decisione che i maschietti amanti del Circus speravano non venisse presa è invece diventata realtà. La comunicazione ufficiale è arrivata mercoledì pomeriggio. Dal prossimo GP di Melbourne non vedremo più sfilare sulla griglia di partenza le algide ragazze dagli abiti succinti a rappresentare la bellezza in carne e ossa della nazione toccata. Gli scandali hollywoodiani e la tante denunce delle donne nei confronti degli uomini dalla mano furbetta hanno avuto la meglio, sostenute dall’effettiva trasformazione del ruolo delle ragazze all’interno delle società occidentali o comunque evolute.

“Dall’inizio della nuova stagione il mondiale di F1 smetterà di adottare la pratica di lunga data che prevedeva la passerella delle grid girls. Questo cambiamento verrà esteso a tutte le competizioni motoristiche in programma nel corso del weekend”, il messaggio chiaro e tondo seguito da una dichiarazione d’intenti preoccupante che palesa il desiderio della Liberty Media di introdurre pratiche utilizzate in America non curandosi delle lamentele espresse pubblicamente dai protagonisti del grande Circo su quattro ruote. “Ci piacerebbe considerare la fase di schieramento di team e piloti come un momento di celebrazione dove ospiti e performer possano aggiungere glamour e spettacolo alla gara, dando inoltre la possibilità ai promoter e ai partner di pubblicizzare il loro Paese e i prodotti”.

Il parere del direttore commerciale Sean Bratches

“Nel corso del 2017 abbiamo analizzato quali aree necessitassero una ristrutturazione in modo da essere più in linea con la visione che abbiamo di questo grande sport”, il commento secco del manager statunitense. “Sebbene la presenza delle hostess sullo starting grid sia stata fissa per interi decenni, noi avvertiamo questa usanza come del tutto contraria ai nostri valori ed estranea alle norme della società moderna. Di conseguenza riteniamo la suddetta abitudine come inappropriata e inutile per la F1 e i suoi tifosi, vecchi e nuovi, di tutto il mondo”.

Chiara Rainis