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George Russell, Mercedes (©Getty Images)

In occasione della due giorni di test a Budapest la FIA lo ha ribadito. Malgrado le lamentele e le perplessità espresse da molti dei protagonisti del mondiale, dal 2018 entrerà in vigore la protezione dell’abitacolo. Niente da fare, quindi, per i piloti in griglia, che per la prima volta tutti uniti o quasi si erano espressi chiaramente contro il device, colpevole di alterare la visibilità.

Tra i critici del sistema anche Alain Prost, attuale boss seniore Renault, che si è così sbilanciato su F1i.com: “Ho sempre voluto difendere e sostenere la sicurezza , ma di certo non posso definirmi soddisfatto dell’Halo. La sua idea è totalmente contraria al design, alla bellezza e al DNA della F1 e delle monoposto in generale”.

In mezzo a tanti pareri negativi, qualcuno positivo è comunque emerso sebbene di secondaria importanza. Si tratta della voce di George Russel, in pista all’Hungaroring con la Mercedes e cavia disinteressata dell’elemento. “Mi aspettavo di vedere molto peggio. Anzi quando verso fine giornata ha cominciato a tramontare mi ha tenuto lontano il sole dagli occhi. Di conseguenza è stato più un aiuto che un fastidio. In pratica da pilota posso confermare che la vista è assolutamente ottima. L’unico impedimento potrebbe essere allo start per quanto concerne le luci del semaforo”. L’inglese ha poi sottolineato un altro aspetto cardine della questione. “E’ probabile invece che l’estrazione dal cokpit richiesta un po’ più di esperienza. Infatti all’inizio ho faticato un po’, però dopo qualche prova è andato tutto meglio”.

A fronte dei diversi suggerimenti ricevuti in questi mesi, la Federazione ha annunciato che procederà con l’ulteriore sviluppo dell’Halo per renderlo più funzionale e bello esteticamente parlando. Ancora non è stato fissato un appuntamento, ma a quanto dovremmo rivede l’Halo in pista in occasione di alcuni venerdì di libere prima del gran finale di Abu Dhabi quando verrà mostrato il disegno definitivo.

Chiara Rainis