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Toto Wolff
Toto Wolff (getty images)

La Mercedes si gode il momento ‘storico’ favorevole e per il secondo anno consecutivo domina in lungo e in largo il Mondiale di Formula 1, rendendo le gare quasi noiose. Il capo del team tedesco Toto Wolff però non accetta l’attributo noioso e, in un’intervista a l sito ufficiale Formula1.com, prende come esempio la Ferrari di inizio millennio, quando Michael Schumacher non aveva rivali.

“Prendiamo l’esempio Ferrari all’inizio degli anni 2000: è stato un ciclo decisamente dominante, e con il solo Michael Schumacher a dettar legge – ha ricordato il boss della Mercedes -. Quindi era molto meno interessante rispetto al contesto attuale, noi abbiamo lasciati liberi i nostri piloti di giocarsi le loro chance”.

Ma dal 2017 la musica potrebbe cambiare, il Circus si sta evolvendo e presto saranno scelte le linee guida del futuro: “La miglior Formula Uno è quella che verrà. Abbiamo bisogno di sviluppare il prodotto nella direzione in cui si sta muovendo il mondo… In realtà abbiamo tempo fino a febbraio 2016, ma penso che c’è una linea ormai condivisa da tutti sui cambiamenti da fare, intendo pneumatici più larghi con più grip, auto più veloci, e piloti al centro del sistema”.

“Negli ultimi due anni la Formula Uno ha ridotto sia il carico aerodinamico che la velocità delle monoposto, e probabilmente ora è il momento di fare un passo indietro – ha ammesso Toto Wolff -. Le vetture dovranno essere molto più veloci di quanto siano ora. E, come dicevo, stiamo cercando di rimettere i piloti al centro della scena, restituendo loro la responsabilità di quello che fanno in macchina e senza la sicurezza di essere controllati a distanza dal muretto. Infine oggi abbiamo preso coscienza che il rumore è un fattore molto importante per l’identificazione della Formula Uno e non dobbiamo dimenticare che alcuni dei team più piccoli hanno bisogno di essere sostenuti”.

Il capo della Mercedes ha parlato anche dei suoi due piloti che si contendono il titolo iridato e sembrano quasi completarsi a vicenda: “Nico ha una grande forza di volontà e capacità di messa a fuoco, mentre Lewis è istinto puro e visione di gara. Nico ha un approccio molto analitico, e se mi dite che lo volete chiamare “Professore” (riferito al soprannome di Alain Prost), direi di si, ci sta: Professor Rosberg. Ogni volta che qualcuno mi dice che Nico è “morto”’, io rispondo sempre di non dare quel ragazzo per spacciato. Ha una buona dose di talento – ha concluso Mr. Wolff – e mentalmente è fortissimo”.