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Sebastian Vettel (©Getty Images)

F1 | Sebastian Vettel: “Il target in Messico? Non fare testacoda”

Reduce da un GP di Austin promettente ma sporcato dall’ennesima discreta quantità di errori, Sebastian Vettel ha giustamente preferito tenersi lontano dal fare proclami una volta approdato in Messico dove nel weekend si terrà il terzultimo appuntamento stagionale.

Credo che su questo circuito la situazione sia un po’ diversa rispetto ad altre piste dove abbiamo avuto buoni riscontri, però in generale in questo campionato abbiamo migliorato progressivamente la nostra performance sul fronte della velocità di punta, quindi speriamo di confermare la tendenza anche qui”, ha affermato alla vigilia il tedesco. “L’obiettivo principale è vincere. Sappiamo cosa deve succedere per restare ancora in corsa per il titolo, tuttavia sappiamo anche che non dipende solo da noi”.

Dopo le parole pungenti pronunciate ad indirizzo della Ferrari rea di essersi svegliata tardi Seb ha cercato di correggere il tiro.  “Gli ultimi giorni sono stati molto importanti, anzi, le ultime settimane, in quanto abbiamo capito delle cose che ci hanno permesso di guardare avanti”, ha considerato. “Dopo alcuni round in cui avevamo perso il bandolo della matassa siamo riusciti a tornare sul gradino più alto del podio con Raikkonen, dunque il morale in squadra è buono”.

No spin

Tornando al fine settimana statunitense e agli sbagli di cui si è reso protagonista, specialmente quando ad inizio gara ha tentato di superare Ricciardo, il 31enne si è proposto di stare lontano dai guai. “Forse la prossima volta proverò a passare all’esterno, così non mi girerò! Normalmente quando approcci una curva cerchi l’interno, ma sappiamo che quando ti avvicini alla vettura che ti precede perdi carico aerodinamico, e tutti i testacoda che ho avuto sono stati piuttosto strani. Non ho anticipato l’ingresso, e non avevo una velocità troppo elevata. Non credo di aver fatto nulla di stupido e non era mia intenzione correre rischi, però  ma ovviamente è successo quello che sappiamo, ed è successo un paio di volte di troppo. Quindi la prossima volta cercherò di tenere un margine di sicurezza maggiore”.

Fermo a 276 lunghezze contro le 346 di Hamilton, il driver di Heppenheim sta cominciando a tirare i remi in barca.
Un titolo mondiale si assegna sempre al pilota che ha ottenuto più punti. Sicuramente noi avremmo potuto avere una posizione di classifica migliore, ma alla fine è necessario chiedersi se siamo sempre stato nelle condizioni di poter conquistare il risultato di tappa che avremmo voluto” , il suo ragionamento. Abbiamo disputato corse in cui ci siamo confermati molto competitivi ed altre in cui non lo eravamo, e quando si arriva alla fine dell’anno si guarda sempre a ciò che si ha e a ciò che si poteva avere”.

Chiara Rainis

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