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Sebastian Vettel a Sepang (©Getty Images)

Doveva essere il GP del riscatto e invece si preannuncia il week-end della sconfitta finale. Si attendeva una pole facile facile, invece la Ferrari di Sebastian Vettel partirà dall’ultima fila. Difficile dare responsabilità a chi o cosa. La 50esima pole del tedesco è svanita dopo appena due giri della Q1, quando è dovuto rientrare nuovamente ai box per un problema alla power unit montata qualche minuto prima.

Dopo il botto alla partenza di Singapore la dea bendata sembra essersi dimenticata del campione tedesco. Un altro regalo alla Mercedes di Lewis Hamilton che parte dalla pole. La fortuna aiuta gli audaci e nella Q3 la W08 trova persino il miglior feeling del week-end con le gomme. Forse le temperature più fresche del tramonto hanno aiutato a trovare la giusta finestra di esercizio. Tutto calza a pennello nel box delle Frecce d’Argento, tutto sembra remare contro in quello del Cavallino. Due destini diversi, se così fosse il titolo mondiale verrebbe deciso da una grandissima dose di buona sorte. Ma si vince anche così, fa parte del gioco.

I meccanici Ferrari sono stati tempestivi nel cambiare il motore V6 nelle fasi finali delle Prove Libere 3. All’inizio delle qualifiche è poi arrivato il pugno nello stomaco che nessuno si aspettava. “Il primo giro è stato ok, quando ho iniziato a spingere ho capito che qualcosa non andava”, ha riassunto Seb Vettel. Un difetto di alimentazione al turbo, non arrivava abbastanza aria dal motore, il quattro volte campione costretto a rientrare di nuovo al box. Un guasto dovuto alla fretta dei meccanici? No, perchè le power unit arrivano già montate ai GP. Quindi se problema c’è stato è da trovare in fabbrica.

Bisognava montare la nuova power unit dopo l’incidente di Singapore? Non c’era motivo, perchè il terzo motore è stato utilizzato solo a Silverstone, Spa e Monza. Il danno subito nell’ultimo Gran Premio (perdita di liquido dal radiatore) non aveva compromesso la sua funzionalità, immaginarne la debacle a Sepang era roba da stregoni. Adesso Sebastian Vettel potrà contare su un motore fresco e più arrembante, con 20 CV in più rispetto al precedente. Ma partire dall’ultima fila comporta rischi e ritardi che possono costar cari a sei GP dalla fine del Mondiale. Guai a perdere la speranza, bisogna crederci fino all’ultimo respiro. “Naturalmente sarà più difficile da dietro, ma sono molto fiducioso, qui abbiamo una macchina veloce”.

Luigi Ciamburro