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Sebastian Vettel (©Getty Images)

E’ stato un week-end difficile per le Ferrari, ma era già stato preventivato. Sui rettilinei di Monza i 36 CV in più della power unit Mercedes hanno fatto la differenza. Il set-up non era quello ideale per le SF70H, da Spa a Monza la monoposto non è migliorata. Dopo dodici gare Sebastian Vettel perde il primato in classifica e questo sembra smorzare un po’ gli animi dei tifosi. Ma così non dovrebbe essere, perchè i tracciati anti-Ferrari sembrano finiti.

In Malesia, ad esempio, Ferrari partirà da favorita, almeno sulla carta. Ma già a Singapore non arriverà con un gap a priori. La nota lieta di Monza è stato il calore del pubblico che ha dimostrato di essere vicino alla scuderia di Maranello e di credere nel titolo, per la prima volta dopo tanti anni difficili. Sebastian Vettel ha dato il massimo, stavolta la differenze tecnica era incolmabile.

“E’ stata una giornata difficile, con una partenza difficile, perché all’inizio non sono riuscito a tendere il passo di Raikkonen e Bottas, quindi ho dovuto aspettare un po’ per progredire e poi ho fatto una gara un po’ isolata. Speravamo di rimanere più vicini, ma non avevamo il passo per tanti motivi”, ha riassunto il pilota tedesco. Nei giri finali ha quasi rischiato i cedere sotto i colpi della Red Bull di Daniel Ricciardo, probabilmente a causa di un’uscita di pista alla curva 1 per la rottura dello sterzo. “Tirava leggermente a sinistra, quindi non avevo una fiducia totale, soprattutto in frenata. Questa è una pista su cui la frenata è fondamentale”.

Ma nel box del Cavallino la perdita provvisoria della leadership non sembra pesare troppo. C’è fiducia, convinzione, la giusta rabbia, una buona dose di adrenalina per continuare ad inseguire il sogno iridato. “Non sono per niente preoccupato perché la strada è ancora lunga ed abbiamo le persone giuste a coprirci le spalle”, ha aggiunto Sebastian Vettel. Difficile dire cosa aspettarsi nelle sette gare finali, questo è il bello dello sport. Ma le impressioni della prossima vigilia sono differenti da Spa e Monza. “Singapore è sulla carta una pista dove dovremmo essere più forti. Ma con la carta non si diventa campione del mondo. Piuttosto, con la convinzione che noi siamo abbastanza competitivi per raggiungere questo obiettivo insieme”.

Luigi Ciamburro